Ortona con più case in affitto E a Pizzoferrato locatari assenti

20 Agosto 2015

Indagine nazionale di una società immobiliare. Chieste agevolazioni fiscali per gli inquilini che siano soprattutto rivolte a studenti, giovani coppie e famiglie che vivono in condizioni di indigenza

CHIETI. Ortona è al primo posto tra le città della provincia di Chieti, al sesto tra quelle della regione, per la percentuale di famiglie in affitto. In ambito provinciale Ortona, con una media del 17,5%, precede Santa Maria Imbaro (seconda in provincia e ottava in regione con il 17,2%) e Lanciano (terza in provincia con il 16%). I dati arrivano da un'analisi di Solo Affitti, franchising immobiliare specializzato in Italia nella locazione con 340 agenzie, che ha tracciato una mappa nazionale degli affitti.  La provincia di Chieti è al terzo posto in regione per famiglie in affitto (12%), davanti a Teramo (quarto posto con l’11,2%) e dietro a Pescara (primo posto in regione con il 14,6%) e L’Aquila (secondo posto e 12,2%). Nel chietino i locatari sono quasi del tutto assenti a Pizzoferrato (ultima in provincia con lo 0,8%), Castiglione Messer Marino (penultima e 3,2%) e Schiavi d’Abruzzo (terzultima con il 5,2%). «In Italia fino ad oggi» commenta Silvia Spronelli, presidente di Solo Affitti «a livello normativo si è pensato soprattutto ai proprietari d’immobili e molto meno a chi va in affitto. Sarebbe necessaria una politica organica sulle locazioni prevedendo un piano di agevolazioni fiscali che coinvolga gli studenti, le giovani coppie, le famiglie in difficoltà ma anche gli stessi locatori come avviene in tanti altri Paesi europei. Del resto, anche da noi sta cambiando la visione culturale dell’affitto: non è più una soluzione transitoria. In Italia abbiamo visto piuttosto ridursi nel tempo quel poco di agevolazioni che esistevano. Con la tassazione fissa al 21% della cedolare secca» prosegue Spronelli «certamente si è avviato un percorso virtuoso. L’ulteriore riduzione dal 21 al 10% della cedolare secca quando si applica il canone concordato ha dato un’accelerazione. Nelle due grandi città italiane dove è più alta la quota di persone in affitto, il canone concordato, però, non può essere applicato perché i prezzi non vengono aggiornati. A Milano sono fermi da 16 anni e Napoli da 12. Basterebbe che le amministrazioni comunali convocassero le parti. Questo significa che il proprietario paga il doppio di tasse e l’inquilino non può beneficiare di un canone calmierato e detrazioni fiscali, nel caso in cui l’immobile diventi la sua residenza principale».

È invece Lecce nei Marsi la città abruzzese dove più famiglie vivono in affitto, quasi tre su dieci (28,2%), un dato superiore alla media nazionale (17,9%) e più del doppio di quella regionale (12,5%). Fra le regioni  italiane di questa speciale classifica, infine, l'Abruzzo occupa il quindicesimo posto (con il 12,5%) in una graduatoria dominata da Campania (primo posto e 24,4%), Valle d’Aosta (22,5%), Liguria (22,2%). (a.s.)

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