dibattito sulla libertà di espressione

Ortona. Convegno con i neofascisti. L’Anpi e 7 partiti al sindaco: «Va fermato, un oltraggio»

6 Settembre 2026

Il centrosinistra: «Così Di Nardo sta usando la libertà di espressione come alibi per iniziative che si collocano fuori dal perimetro dei valori repubblicani»

ORTONA

È bufera, a Ortona, dopo che il Comune – guidato dal sindaco di Fratelli d’Italia Angelo Di Nardo – ha aperto le porte di una sala pubblica a un convegno in cui è previsto l’intervento di personaggi del neofascismo. L’Associazione nazionale partigiani d’Italia (Anpi) e sette partiti di centrosinistra chiedono al primo cittadino di revocare immediatamente l’autorizzazione per gli appuntamenti, in programma dal 25 al 27 settembre e veicolati sui social del centro studi e ricerca “La Cittadella” (associazione di ultradestra), in cui si parlerà – solo per fare un esempio – dell’attualizzazione del pensiero di Jean Thiriart, il belga «amico del grande Reich», e Aleksandr Dugin, l’ideologo di Putin. Ci sarà la partecipazione, tra gli altri, di Rainaldo Graziani, esponente di primissimo piano di Meridiano zero, negli anni Novanta punto di riferimento dei naziskin romani, nonché figlio di Clemente, cofondatore dell’ex organizzazione terroristica di estrema destra Ordine Nuovo. Sono invitati anche Fabio Filomeni, colonnello in congedo fuoriuscito nel 2025 dal movimento “Il mondo al contrario” di Roberto Vannacci perché «troppo vicino alla Lega», e Luca Tadolini, avvocato emiliano specializzato in revisionismo storico in chiave anti-partigiana.

L’ANPI

Luigi Borrelli, presidente provinciale dell’Anpi, va all’attacco: «Convegni del genere sono assolutamente ingiuriosi per la città di Ortona, medaglia d’oro al valor civile. Si tratta infatti di riunioni organizzate da chi richiama esplicitamente il fascismo anche nei contenuti. A partire dalla Strage di Bologna, le cui responsabilità ormai sono acclarate dalla magistratura sulla matrice neofascista. E invece si vogliono riscrivere i fatti con altre piste. Chiediamo al sindaco, al prefetto e al questore di non consentire questo tipo di iniziativa che non sta nei limiti della Costituzione. Evitiamo che si consumi un oltraggio alla città».

IL CENTROSINISTRA

Sulla stessa lunghezza d’onda è l’intervento di Partito democratico, Partito socialista italiano, Sinistra Italiana-Avs, Movimento 5 stelle, Centro democratico, Casa riformista e Azione: «Ortona, città medaglia d’oro al valor civile, non può e non deve smarrire la memoria dei valori che ne definiscono l’identità», scrivono i segretari e i coordinatori di circoli. «Per questo i partiti del centrosinistra e tutta la loro comunità esprimono ferma contrarietà all’iniziativa “Da Fiume al dissenso” nella Sala Eden, organizzata dal “Centro studio e ricerca Cittadella per una buona battaglia” che si richiama a ideologie di estrema destra, alla quale l’amministrazione comunale ha concesso l’utilizzo di uno spazio pubblico. La decisione del sindaco di trincerarsi dietro un generico richiamo al “rispetto delle regole” e alla “libertà di espressione” non tiene conto del contesto storico, morale e civile che caratterizza la nostra comunità».

STORIA DA DIFENDERE

I sette partiti ricordano che «nel cimitero di Ortona riposano 1.314 vittime civili, donne, uomini e bambini travolti dalla violenza della guerra e dell’occupazione nazifascista. Questo non può essere trattato come un dettaglio amministrativo. È una memoria che non può essere relegata a elemento neutro del dibattito pubblico. Concedere spazi istituzionali a realtà che si richiamano a valori incompatibili con la Costituzione e con la storia della nostra città significa legittimare narrazioni che offendono il sacrificio delle vittime e indeboliscono il presidio democratico che Ortona ha sempre rappresentato. Ortona non dimentica. Questo non significa restare legati alla storia di 80 anni fa, significa voler portare quei valori nel presente perché non esiste futuro senza memoria».

LE RICHIESTE

La libertà di espressione, dunque, non può essere utilizzata come alibi «per avallare iniziative che si collocano fuori dal perimetro dei valori repubblicani. Le istituzioni hanno il dovere di esercitare discernimento, responsabilità e rispetto della memoria collettiva, soprattutto in una città che ha pagato un prezzo altissimo in termini di vite umane e di patrimonio edilizio. Rasa al suolo per l'80 per cento. Il nostro impegno rimane quello di difendere la Costituzione promuovendo una cultura democratica. Gli spazi pubblici devono essere utilizzati per iniziative coerenti con i principi di libertà, pluralismo e antifascismo sanciti dalla Costituzione». Ed ecco la richiesta al primo cittadino «di non permettere che vengano calpestati. Il sindaco faccia revocare, quindi, l’autorizzazione, non vorremmo che si dovesse applicare la legge numero 645 del 1952 (la cosiddetta Legge Scelba, che vieta la ricostituzione del disciolto partito fascista e punisce il reato di apologia del fascismo, ndr). Le istituzioni non possono limitarsi a una fredda applicazione burocratica, ma hanno il dovere di tutelare il valore democratico, storico e costituzionale degli spazi pubblici della nostra città. Servono discernimento e responsabilità politica: Ortona merita risposte e scelte all'altezza della sua storia».

L’ORGANIZZAZIONE

Dopo l’articolo pubblicato ieri, abbiamo ricevuto una mail firmata da Erminio Cetrullo, che si definisce «unico e vero organizzatore dell’iniziativa» e contesta il fatto che a promuovere l’evento sia il centro studi e ricerca “La Cittadella”, a cui nel gennaio scorso la Provincia di Pescara aveva annullato un altro evento. «L’iniziativa non è organizzata dal centro studi e ricerca “La Cittadella”», scrive, sostenendo che la menzione dell’associazione come soggetto promotore, «accompagnata dallo stigma di “neofascismo”, risulta del tutto impropria e fuorviante». Una precisazione che non trova riscontri, però, osservando il materiale della manifestazione. Il programma completo è pubblicato infatti sul sito della Cittadella e rilanciato sui social. Sulla pagina Facebook del centro studi compare un post fissato che annuncia l’evento nella Sala Eden e lo descrive come «tre giorni intensi, fuori dagli schemi, tra conferenze, libri non allineati e idee per combattere il sistema». La stessa pagina pubblica il «programma definitivo», lancia la giornata dedicata a Fiume e D’Annunzio. L’iniziativa è pubblicizzata anche su Instagram e sui canali WhatsApp e Telegram dell’associazione. Qui Cetrullo non è indicato come organizzatore unico: il suo cognome compare solo tra i partecipanti a una tavola rotonda dal titolo “Il dissenso a confronto”.

QUEL NUMERO DI TELEFONO

C’è poi il capitolo accrediti. Su Instagram sono indicati due contatti, Paola e Sergio, oltre alla mail eventortona@gmail.com. Il numero di Sergio è quello di Sergio Saraceni, che in precedenti comunicazioni inviate a questo giornale si era presentato come responsabile della Cittadella e che nel programma figura più volte come moderatore o relatore. Dagli elementi pubblici, quindi, non si ricava che l’organizzazione faccia capo esclusivamente a un soggetto diverso dal sentro studi, anche se Cerullo ribadisce che «l’organizzazione è a carico esclusivo del sottoscritto». Nel merito, sempre Cetrullo respinge la connotazione politica attribuita alla kermesse. «L’evento si svolgerà nel pieno rispetto del dibattito democratico e culturale», afferma, aggiungendo che vi parteciperanno «più entità politiche e culturali e i loro rappresentanti provenienti da tutta Italia e da tutti gli schieramenti, di destra e di sinistra». E ancora: «Non si tratta di una riunione chiusa o ideologicamente monolitica, bensì di un’occasione di dialogo trasversale». Poi ribadisce: «Non sussiste alcuna connotazione “neofascista” dell’evento o dei suoi partecipanti».

I TEMI

Cetrullo rivendica, inoltre, la presenza di temi di attualità internazionale, dalla Palestina all’Iran, e contesta «toni cupi e allarmistici» nei confronti di libri, autori e relatori. Restano comunque nel cartellone gli appuntamenti più controversi già segnalati ieri su queste colonne. Come i talk “Russia nemica? No. Il vero nemico va cercato in casa”, che promette di rovesciare apertamente la lettura del conflitto russo-ucraino e delle responsabilità di Mosca; “Strage di Bologna: chi è stato? Bologna. La pista israeliana”, che propone una chiave alternativa rispetto alla verità giudiziaria consolidata sulla matrice neofascista dell’attentato del 2 agosto 1980. Altrettanto significativo è il richiamo, nel dibattito intitolato “Teoria del mondo multipolare”, a Jean Thiriart, teorico del nazionalismo europeo rivoluzionario (membro degli “amici del grande Reich”), e ad Aleksandr Dugin, ideologo russo dell’eurasianismo e riferimento dell’ultranazionalismo. Seguendo il filone putiniano, figura poi il panel “Morire per la Nato? Perché l’Europa rischia l’harakiri”, che mette esplicitamente sotto accusa l’Alleanza Atlantica e la collocazione occidentale dell’Europa. Temi e personaggi, insomma, che spiegano da soli perché la tre giorni susciti attenzione e polemiche.

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