Ortona, niente lavori: Comune vietato ai disabili

19 Luglio 2021

L’assessore Canosa spiega: «L’ascensore non si può installare, costa troppo» Ma Polidori attacca: «Ci sono norme severe da rispettare, si rischiano ricorsi»

ORTONA. Il Comune inaccessibile ai disabili. Nuovo scontro in consiglio comunale sulla possibilità di realizzare un ascensore in municipio e nuovo secco no ribadito dalla giunta. Costa troppo secondo l’assessore ai lavori pubblici Cristiana Canosa, che ha risposto al consigliere di opposizione Peppino Polidori, in prima linea affinché l’opera venga realizzata.
«L’ascensore a Palazzo di città non si farà», ha ribadito in consiglio comunale Canosa, «troveremo una soluzione per rendere accessibile il consiglio comunale senza spendere una cifra spropositata e mettere a repentaglio la stabilità di un edificio che ha già dei problemi. La Soprintendenza ci ha detto che andrebbero fatti lavori importanti, degli interventi che noi non realizzeremo perché un ascensore non può costare 500mila euro oltre alla vulnerabilità del palazzo comunale. Per cui», ha aggiunto, «appena si tornerà in presenza renderemo accessibile il consiglio comunale a tutti con una soluzione che abbiamo già trovato».
Quale potrebbe Canosa non lo ha svelato ma è ipotizzabile che il consiglio comunale possa tenersi nella riqualificata sala Eden, rendendo quindi accessibile a tutti la seduta. Nonostante le delucidazioni dell’assessore, tuttavia Polidori incalza: «I capricci di un assessore ad Ortona sono legge. Non c’è altra spiegazione per cui voglia spendere soldi per una funicolare, collocandola a suo piacimento e in danno alla stabilità del castello Aragonese, con il consenso del sindaco, e impuntarsi a dire no ad un ascensore in Comune», attacca il membro dell’opposizione consiliare.
«L’ascensore per quanti hanno difficoltà a camminare, o fare delle scale, non è un capriccio ma una necessità tutelata da norme chiare e severe». Polidori da anni si sta battendo affinché si intervenga su questo problema: nel 2018 propose una prima interrogazione a cui aggiunse solleciti in varie occasioni. Nel 2019 abbandonò per protesta il consiglio comunale perché ad un cittadino in carrozzina non era garantito l’accesso in aula. Lo scorso febbraio presentò una ulteriore interrogazione. «Niente, però, ha smosso sindaco e assessore» aggiunge. Il consigliere comunale quindi lancia l’allarme: «Prima o poi ci sarà un cittadino disabile che chiamerà in giudizio il Comune, che si vedrà costretto a realizzare l’opera ed a risarcire i danni. Questa volta a pagare non saranno i cittadini, ma quegli amministratori che non hanno rispettato le leggi».
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