Ortona, scoppia la lite sui 9 comitati di quartiere

3 Marzo 2016

I presidenti non saranno eletti dai cittadini ma dal consiglio comunale Musa insorge: «E’ solo una manovra elettorale». Ma Coletti gli ribatte

ORTONA. Il Consiglio comunale approva l'istituzione dei comitati di quartiere con annesso regolamento per la nomina e il funzionamento di questo organismo di partecipazione democratica, ma alla minoranza tale passo appare solo una manovra elettorale. E la polemica è servita. I comitati saranno nove ed avranno compiti consultivi sulle materie di competenza del Comune. Non appena la delibera sarà esecutiva, entro qualche settimana, il sindaco Vincenzo D'Ottavio provvederà ad emanare un avviso pubblico per acquisire la disponibilità dei cittadini che vorranno proporsi per la nomina ad uno dei comitati, secondo la disciplina prevista dal regolamento. Ma è proprio il regolamento ad innescare il dibattito: questi infatti prevede che sia il Consiglio comunale a indicare i nove componenti per ognuna delle nove circoscrizioni. E a tal proposito emergono da più parti i sospetti che il sindaco e la maggioranza possano appoggiarsi a "fedelissimi" e uomini di fiducia per svolgere un compito di "controllori" in ognuna delle aree cittadine in vista delle elezioni comunali del prossimo anno. Per cancellare ogni cattiva idea di questo genere il consigliere di minoranza Franco Musa ha presentato un emendamento che prevedeva l’elezione dei vari direttivi direttamente dai cittadini.

Ma la modifica al regolamento è stata bocciata, scatenando il suo sdegno: «È una chiara manovra elettorale in barba ai fondamentali della democrazia», sostiene senza mezzi termini Musa. «Con il mio emendamento tutti sarebbero stati candidabili, concretizzando l’unico modo per fare di questi comitati delle vere e proprie entità consultive con lo scopo di raccogliere le varie esigenze dei quartieri».

Nonostante il suo emendamento non sia passato, però, non si dà per vinto: «È un provvedimento scandaloso e imbarazzante per la stessa maggioranza che offende una città oramai inerme. Io mi impegnerò a far sì che l’istituzione dei comitati di quartiere eletti dai politici non si concretizzi, usando tutte quelle armi che la legge mi consente».

Di ben altra opinione è il capogruppo del Partito democratico, Tommaso Coletti, che sottolinea come l'istituzione dei comitati di quartiere fosse uno dei punti del programma elettorale: «La proposta elaborata dal Pd, ed in particolare dal consigliere comunale Marco Uccelli, ha lo scopo di favorire ulteriormente la partecipazione attiva dei cittadini alle decisioni più importanti riguardanti la nostra comunità, così come avevamo indicato nel programma di mandato». A poco più di un anno dal ritorno alle urne è il caso di dire meglio tardi che mai.