Ospedale, altre critiche alla Regione

5 Giugno 2021

Guardiagrele. La minoranza boccia l’ipotesi di 18 posti letto e niente pronto soccorso

GUARDIAGRELE. «Ospedale di Guardiagrele: 18 posti letto e niente pronto soccorso. Questa non è una soluzione!». Esordisce così il gruppo consiliare di minoranza “Guardiagrele il bene in comune”, sulla nuova bozza della rete ospedaliera, in commissione regionale. «Qualche giorno fa», ricorda l'ex sindaco Simone Dal Pozzo, «avevamo denunciato che nella prima versione del documento, la famosa soluzione per Guardiagrele, era praticamente inesistente e, dopo la replica del consigliere regionale Mauro Febbo, avevamo segnalato che era stato proprio l'assessore alla sanità Nicoletta Verì, a dichiarare che dal ministero non c'era il via libera, perché Guardiagrele venisse classificato “stabilimento” dell'ospedale di Chieti. Nel leggere la nuova bozza del documento», sottolinea Dal Pozzo, «non sappiamo davvero cosa pensare, se non che ci sono confusione, contraddizioni e clamorose marce indietro».
L’ex primo cittadino, evidenzia poi che nel documento ci sono almeno due dati pericolosi. «Il primo», spiega Dal Pozzo, «è che i posti letto previsti sono appena 18 (5 di Medicina, 5 di Geriatria e 8 di Lungodegenza), quando nella bozza sventolata in piazza nel luglio del 2019, erano il doppio. Il dato però più preoccupante», aggiunge Dal Pozzo, «è che da quest'ultima versione, rispetto alla prima di tre anni fa, scompare il pronto soccorso» “Guardiagrele il bene in comune”, sottolinea quindi, di voler denunciare questo fatto semplicemente perché ne ha abbastanza delle prese in giro sul tema della sanità. «Qual è la strategia?», si domanda il gruppo, «quella di tornare a Guardiagrele per dirci che le cose sono andate male, nonostante la richiesta fatta al governo?».
Il gruppo di centrosinistra invita quindi l'assessore regionale alla sanità a venire a Guardiagrele per spiegare le ragioni della marcia indietro e se sia vero quanto ha dichiarato in consiglio regionale nello scorso aprile, quando parlando dell'ospedale di Guardiagrele, ha detto che il ministero non sostiene più il discorso dello stabilimento. «Se è cambiato qualcosa», osserva il gruppo, «abbiamo il diritto di saperlo».
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