«Ospedale, attacco strumentale al sindaco»
Dell’Arciprete difende Dal Pozzo dalle accuse del centrodestra: la chiusura voluta da Chiodi
GUARDIAGRELE. Secondo il gruppo consigliare " Guardiagrele il bene in comune ", le recenti affermazioni fatte dal centrodestra sull'ospedale, sono semplicemente paradossali e l'offesa rivolta al sindaco Simone Dal Pozzo e alla giunta comunale è strumentale al solo attacco più personale che politico.
«La destra» osserva la capogruppo consiliare di " Guardiagrele il bene in comune " Ambra Dell'Arciprete «sa bene che la decisione di chiudere il presidio di Guardiagrele è stata presa nel 2010 dall’ex presisdente della Regione Gianni Chiodi con una scelta confermata da Berlusconi, come ha affermato in consiglio comunale anche il direttore generale della Asl. Allora, tutto avvenne, senza confronti e in un silenzio che fu rotto solo da una azione legale iniziata dal nostro gruppo, con la quale si è garantita la sopravvivenza dell'ospedale fino ad oggi, dimostrando l'inconsistenza di quella programmazione che consegnava il nulla al territorio. Sono solo questi i fatti». Dell 'Arciprete, evidenzia poi che, se la delibera dedicata all'ospedale è stata presentata in consiglio comunale solo alla fine dello scorso mese di dicembre, lo si deve al ritardo con il quale in centrodestra ha presentato la sua proposta.
« Il sindaco» sottolinea Dell'Arciprete «ha agito con azioni trasparenti e a tutti conosciute precisamente con numerosissime note scritte e interventi pubblici nei quali ha ribadito una posizione che, portata in consiglio comunale, è stata condivisa con i primi cittadini del territorio. Agli atti del Comune» aggiunge Dell'Arciprete «non risulta poi una sola nota della precedente amministrazione,finalizzata a segnalare disagi a denunciare disservizi e a proporre una soluzione che garantisse la vita del presidio ».
La capogruppo di " Guardiagrele il bene in comune " evidenzia quindi che l'attacco sferrato dal centrodestra alla notizia della prossima chiusura dell'ospedale «è impressionante e vergognoso e parte da chi deve agire solo per evitare di difendersi».
«Il sindaco» precisa Dell'Arciprete «resta sulla stessa linea nella consapevolezza che tutto quello che la città chiede è funzionale anche alla migliore organizzazione della Asl che, con le carenze del policlinico di Chieti può solo giovarsi dei posti del Santissima Immacolata».
«Alle voci dell'imminente blocco dei ricoveri che, per altro, non risulta da alcun atto formale» conclude Dell'Arciprete «rispondiamo con l'invito firmato dai sindaci di 13 Comuni a sottoscrivere una decisione che non può non essere preceduta dal dialogo istituzionale e dalla predisposizione di un programma che sia conosciuto e sul quale si possa aprire un confronto non solo tecnico, ma anche e, sopratutto, politico».
Giovanni Iannamico

