Ospedale Bernabeo, il caso in Parlamento

15 Luglio 2020

Ortona. Il deputato D’Alessandro contro il manager Schael: «Dossier per esaminare il suo operato»

ORTONA . La mancata ripresa di alcune attività all’ospedale di Ortona, la lettera dei medici che lanciavano un appello a Asl e Regione per la riapertura dei ricoveri ordinari e in day surgery per tutte le attività chirurugiche al fine di ridurre le liste di attesa, il successivo blitz del direttore generale della Asl Thomas Schael al Bernabeo per verificare di persona le attività in svolgimento e quelle che invece sono rimaste «inspiegabilmente» in stand-by ed ora l’attacco allo stesso manager da parte del deputato Camillo D’Alessandro, pronto a farsi sentire in Parlamento per le vicende legate all’ospedale di Ortona. Non sono piaciute, infatti, le esternazioni di Schael, il quale ha “bacchettato” i primari che hanno scelto di inviare l’ormai nota lettera, per conoscenza anche al sindaco Leo Castiglione e ai vertici della Regione Abruzzo per chiedere la ripresa dell'attività chirurgica: «Non è accettabile», ha sottolineato con forza Schael, «portare sul tavolo della politica questioni di carattere organizzativo che sono di esclusiva competenza aziendale. I nostri professionisti non possono confondere i piani in questo modo e desidero che in futuro episodi del genere non si ripetano. C'è una Direzione chiamata a intervenire per risolvere questioni interne, perciò auspico per il futuro comportamenti di segno diverso».
Tuttavia per il deputato di Italia Viva, Camillo D’Alessandro, «i toni velatamente ricattatori del direttore generale nei confronti dei medici rappresentano un’intimidazione da bavaglio che porterò in Parlamento, insieme ad un dossier che sto costruendo per rendere a tutti evidente l'operato del manager». D’Alessandro aggiunge che «la programmazione sanitaria attiene alle scelte che fa la politica con gli atti di programmazione, tra tutti piano sanitario e piano della rete ospedaliera, i manager sono chiamati ad attuarla. Il direttore generale si è assunto la responsabilità di sovvertire le scelte della programmazione attuale».
Nel corso della sua visita al Bernabeo di lunedì mattina, Schael aveva inoltre dichiarato che «questo è un ospedale a vocazione chirurgica, pertanto non comprendo come mai oggi non ci siano pazienti in lista operatoria a fronte della presenza in servizio di quattro anestesisti e 16 unità tra infermieri e personale di sala». E proprio per far chiarezza e far ripartire immediatamente le attività è stata convocata una riunione urgente per ieri mattina, alla quale hanno preso parte i rappresentanti delle unità operative e della direzione aziendale. (a.s.)