Ospedale, chiesti servizi e personale

1 Giugno 2020

Budano: servono anestesisti. Cordisco (Pd): struttura in declino. Bocchino e Marcovecchio (Lega): tanti errori del passato

VASTO. Ossidazione delle armature metalliche e del solaio e scarsa compattezza del calcestruzzo. Sarebbero questi i motivi del crollo del solaio e del controsoffitto di una stanza della Chirurgia del San Pio. Il condizionale è d’obbligo perché servono altre verifiche. Intanto diverse aree dell’ospedale sono chiuse. L’amarezza del territorio per quanto è accaduto non ha colore politico: è trasversale. Il crollo ha raccontato l’umiliante situazione del San Pio e l’impossibilità di operare per mancanza di personale.
«Oltre al degrado del contenitore», dice il sindaco di Villalfonsina, Mimmo Budano (Lega), «quello che più preoccupa è il contenuto del San Pio. L’ospedale è vuoto perché mancano primari e anestesisti. L’assessore regionale Nicoletta Verì ha garantito a me e agli altri colleghi che l’hanno incontrata 20 giorni fa, che in settimana verrà a Vasto. Io ho fiducia, ma è necessario sapere qual è il futuro del San Pio. La cartina al tornasole è la delibera che annuncia l’arrivo di 11 anestesisti. L’attenzione è puntata sulla destinazione degli anestesisti. Almeno una parte deve venire a Vasto e non finire come sempre a Chieti».
Intanto il segretario del Pd provinciale e i colleghi del Vastese attaccano il centrodestra. «All’assessore alla sanità Verì, al presidente della Regione, Marco Marsilio», scrive Gianni Cordisco, segretario provinciale Pd, «sono bastati poco più di 400 giorni alla guida della Regione per smembrare e smantellare l’ospedale di Vasto. Il San Pio sta vivendo una rapida e veloce retrocessione che se non viene immediatamente fermata rischia di creare danni irreparabili a un territorio ampio come quello del Vastese. Chiuse le sale operatorie, chiuso il day surgey, chiusa la Nefrologia. Sulla riapertura della cucina non si sente proferire parola. I medici e i primari continuano a darsi alla fuga. Il reparto di Ostetricia è stato diviso. L’Emodinamica è caduta nel dimenticatoio. Dove sono l’assessore Verì e il direttore Asl Thomas Schael?», chiedono i rappresentanti del Pd. «Dove sono gli esponenti locali regionali Sabrina Bocchino ed Emanuele Marcovecchio?». Il Pd stigmatizza anche il silenzio del sindaco di San Salvo, Tiziana Magnacca.
«Paghiamo pesantemente gli errori di ieri», replicano Bocchino e Marcovecchio (Lega) riferendosi all’ex giunta regionale di centrosinistra, «ma non neghiamo i problemi esistenti, per risolvere i quali lavoriamo ogni giorno, al fine ridare la dignità perduta al nostro ospedale. Siamo disponibili all’ascolto di tutti, anche di Cordisco, al quale ci permettiamo consigliare di abbandonare le proprie ossessioni antisalviniane e di produrre qualche buona idea per il nostro territorio».
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