«Ospedale, cittadini veri vincitori»
Il Pd: presidio di area disagiata frutto del lavoro degli ultimi due anni
ATESSA. «Abbiamo lavorato per raggiungere questo risultato insieme ai nostri alleati, a tutte le altre forze politiche, anche quelle che seppur per poco tempo hanno saputo mettere gli interessi generali avanti a quelli elettorali, al Comitato per la difesa dell’ospedale, alla Regione e, soprattutto, ai cittadini, i veri vincitori di questa battaglia». Avoca a sé una parte del successo per la conversione del San Camillo in ospedale di zona disagiata, il circolo Pd di Atessa. Il segretario Angelo Sciotti entra nella polemica di questi giorni. «Esponenti di LiberAtessa, in una conferenza stampa tenuta a Lanciano insieme a due probabili candidati del centrodestra alle prossime elezioni -a proposito qualcuno ci può spiegare cosa ha fatto Fabrizio Di Stefano per Atessa in questi ultimi 60 mesi in Parlamento?- denunciano la delibera che accoglie la proposta sottoscritta ed approvata anche da loro. Parlano di mancanza di fondi, ma non hanno nemmeno letto la relazione del tavolo tecnico in cui si dimostra che non c’è bisogno di alcun fondo in quanto l’area svantaggiata avrebbe gli stessi costi di esercizio della riqualificazione, fatto questo di non secondaria importanza per la valutazione da parte del tavolo romano». Per Sciotti «gli ex amministratori proseguono nella loro politica esclusivamente elettorale di divisione, di frattura istituzionale tra territorio e Regione. Negli ultimi due anni abbiamo lavorato per superare quelle divisioni e quella frattura, per ristabilire un proficuo canale di comunicazione tra cittadini, comitato, territorio e Regione facendone un obiettivo politico, condiviso dalle forze della coalizione poi uscita vincitrice dalle elezioni». L’ospedale di area svantaggiata dà risposte a quelle che il Pd ha sempre considerato le tre esigenze fondamentali: «Assicurare», spiega il segretario, «i maggiori servizi possibili ed utili a dare risposte ai bisogni socio-sanitari di questo territorio; mantenere quel livello di sicurezza nel tessuto sociale da sempre garantito dal presidio ospedaliero storicamente presente; continuare a garantire anche il valore aggiunto che la presenza dell’ospedale rappresenta per il tessuto economico della nostra città».
Matteo Del Nobile
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