Ospedale, controlli dei Nas sala d’attesa sotto accusa

19 Novembre 2020

I rilievi dei carabinieri: pazienti costretti ad aspettare su una panchina all’esterno Il sindaco chiede l’intervento della Regione: serve almeno una tenda all’ingresso

ATESSA. La sala di attesa “esterna” del pronto soccorso del San Camillo è finita sotto la lente d’ingrandimento dei Nas di Pescara. Grazie al controllo dei carabinieri torna di attualità il problema denunciato nelle settimane scorse dal sindaco Giulio Borrelli e dal Comitato in difesa del territorio: i pazienti che vanno al pronto soccorso e sono costretti ad aspettare il proprio turno fuori, sotto una pensilina. Gli accertamenti dei Nas, svolti lo scorso 2 novembre, sono stati indirizzati verso la postazione del 118, cioè l’ambulanza medicalizzata della cooperativa sociale Croce Gialla di Lanciano sulla quale, si legge nella lettera che la sezione di Pescara dei carabinieri del Nucleo antisofisticazioni ha inviato al sindaco «non sono state rilevate inadeguatezze». Ma, durante il controllo, precisa la lettera dei Nas, «il personale sanitario presente ha richiamato l’attenzione dei militari sul fatto che il pronto soccorso ospedaliero non beneficia di una sala di attesa per l’utenza. In effetti, per come rilevato, l’utenza del pronto soccorso usufruisce di una panca posizionata nel cortile esterno, riparata da una pensilina. L’originaria sala di attesa è stata adibita a sala Covid». Tutto questo in spregio dei requisiti minimi strutturali per un pronto soccorso che invece prevedono «un’area idonea destinata ad attesa per i pazienti e accompagnatori, dotata di servizi igienici in numero adeguato». Ad Atessa, tutto si svolge all’aria aperta. Borrelli che, nelle settimane scorse, si era fatto portavoce delle segnalazioni e delle proteste del personale ospedaliero (lo stesso che ha richiamato l’attenzione dei Nas) e del comitato dei cittadini, ha girato la lettera del Nucleo antisofisticazioni al dipartimento per la Salute della Regione, alla direzione generale della Asl, al presidente della Regione Marco Marsilio, all’assessore regionale alla salute Nicoletta Verì e, per conoscenza, al prefetto di Chieti, Armando Forgione. Il sindaco, dopo aver precisato che il Comune non ha poteri in merito e non può intervenire senza il consenso della Asl, ricorda la pregressa corrispondenza con la Asl (31 ottobre, 2 e 3 novembre) con cui ha segnalato la problematica suggerendo una soluzione di emergenza (il Comune era disposto a collocare una o due tende davanti al pronto soccorso per favorire il triage e evitare che i pazienti restassero all'addiaccio). Lo scorso 4 novembre, dopo un sopralluogo al pronto soccorso di Atessa, il direttore generale Thomas Schael così aveva, per il momento, chiuso la questione: «Situazione tranquilla, non c’è bisogno di tende all’ingresso». Adesso però, con gli accertamenti dei Nas e l’interessamento del prefetto, la “questione” potrebbe riaprirsi.