Ospedale, cucina chiusa da un anno e mezzo

Vasto. A dicembre 2019 l’annuncio della ristrutturazione. Le pietanze arrivano ancora da Lanciano
VASTO. 11 dicembre 2019: la Asl annuncia la consegna dei lavori di ristrutturazione della cucina del San Pio. 15 maggio 2021: un anno e mezzo dopo la cucina è ancora chiusa. I vassoi contenenti il cibo per i pazienti continuano ad arrivare da Lanciano. I pasti arrivano a Vasto già freddi. Spesso vengono rimandati indietro. I familiari dei pazienti sono esasperati. «Forse che i pazienti vastesi non sono degni di ricevere gli stessi servizi di chi viene ricoverato a Lanciano e Chieti?», hanno scritto ieri al Centro i familiari di un paziente anziano. Domanda che viene ripresa e rigirata alla Asl provinciale e all'assessore regionale alla sanità, Nicoletta Verì dall'avvocato Angela Pennetta, del comitato civico L'Arcobaleno.
«Un anno e mezzo», dice Pennetta, «è un lasso di tempo più che sufficiente per ristrutturare una cucina di ospedale. Siamo sicuri che la Asl non abbia deciso di eliminare il servizio? Guai se così fosse». Critico anche l'intervento dell'associazione Codici. «La cucina chiusa ormai da tempo è la dimostrazione dell'attenzione che la Asl ha per l'utenza vastese», tuona il referente Riccardo Alinovi. «Il disservizio crea disagi non solo alla collettività ma anche agli stessi dipendenti. La Asl dia delle spiegazioni. Una struttura con 1.000 persone all'interno non può stare senza cucina».
I lavori di ristrutturazione della struttura erano stati affidati a fine 2019 alla Abp Novicelli spa. L'impresa avrebbe dovuto eseguire lavori di manutenzione straordinaria dei locali del presidio ospedaliero di Vasto in esecuzione della delibera 676. L’intervento riguardava la bonifica dei locali e lavori edili di adeguamento e ristrutturazione. Niente di particolarmente difficoltoso. La riapertura della cucina era stata annunciata a breve. L'impegno della Asl aveva fermato la petizione del comitato civico L'Arcobaleno. Ora la presidente Pennetta torna sulle barricate. «Un ospedale non può stare senza cucina», ripete la leader dell'Arcobaleno. «Pazienza se la sala Emodinamica rimarrà un sogno irrealizzato, ma almeno la cucina deve essere riaperta. È essenziale. Qualora non dovesse accadere ripartiremo con le azioni di lotta», annuncia il legale. Al momento la direzione del San Pio preferisce non parlare e rimette la questione alla direzione generale. (p.c.)
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