Ospedale d’oro, Marcozzi dà lo stop a D’Alfonso

Lettera dei 5 Stelle a tutti gli assessori ed i consiglieri regionali per fermare l’operazione-progetto di finanza da oltre 700 milioni del colosso Maltauro
CHIETI. Progetto d’oro del nuovo ospedale di Chieti, siamo allo scontro finale. Ha scritto a tutti il consigliere regionale del Movimento 5 stelle, Sara Marcozzi, per scongiurare la procedura di project financing avviata dalla Regione per la costruzione del colosso Maltauro.
La lettera della Marcozzi, ieri mattina in conferenza stampa nella sede del Consiglio regionale a Pescara, arriverà sulle scrivanie di tutti gli assessori della giunta regionale, alla dirigenza della Regione e della Asl Lanciano Vasto Chieti, alla Asr (agenzia sanitaria regionale) Abruzzo e al Nucleo di consulenza dei servizi di pubblica utilità del Mise. Il project costituisce per il pentastellati «un irragionevole aggravio di spesa per la Asl e un ingiustificato vantaggio del privato a danno della sanità pubblica e delle casse pubbliche». Evitare il ricorso al progetto di finanza significa per la Marcozzi «consentire un sostanzioso risparmio per le casse della Regione, quindi degli abruzzesi».
I COSTI. Già a metà marzo il Movimento 5 stelle era intervenuto su quella che definirono senza mezzi termini «la più grande speculazione finanziaria di tutti i tempi». Conti alla mano i consiglieri regionali Sara Marcozzi e Domenico Pettinari e comunali, Ottavio Argenio e Manuela D’Arcangelo hanno evidenziato, voce per voce, che la Società di progetto che gestirà l'ospedale potrebbe raggiungere «un margine operativo lordo che sfiora il miliardo di euro». Questo calcolando i 278 milioni di euro che servono per la realizzazione dell’opera, sommati al costo dei diversi canoni che la Asl dovrà pagare per 30 anni alla società che gestisce l’opera, assieme ai mancati ricavi dovuti ai servizi ceduti.
Una cifra che arriva a 742milioni di euro, tanti quanti se ne risparmierebbero se la Asl dovesse realizzare in proprio il progetto. L'aggravio di spesa a carico della Asl viene considerato dalla Marcozzi «irragionevole, ingiustificato e sovradimensionato».
I VINCOLI LEGALI. La Marcozzi nella lettera inviata al presidente della Regione, Luciano D'Alfonso, evidenzia anche alcuni ostacoli di natura giuridica, come ad esempio una deliberazione del 2012 della Corte dei conti dell’Emilia Romagna che si è espressa sulla natura del project financing e sull’inopportunità di ricorrere a tale procedura per la costruzione delle cosiddette “Opere fredde”. Ancora, i pentastellati sottolineano la «dannosità del ricorso al project financing» soprattutto in materia di sanità. E' il caso delle «disastrose esperienze della Regione Veneto relative alla costruzione degli ospedali di Mestre, Padova e Vicenza e per i quali la Corte dei Conti ha avviato indagini rispetto all’eccessiva onerosità dei contratti».
IL GRUPPO MALTAURO. Nel corso di una precedente uscita pubblica i consiglieri grillini avevano fatto riferimento al Piano economico e finanziario allegato al project presentato dal raggruppamento temporaneo d’imprese capitanato dal gruppo Maltauro, colosso che, hanno sottolineato i grillini, è coinvolto nelle inchieste sul Mose di Venezia e l’Expo di Milano.
D'ALESSANDRO. «Al di là delle lettere e delle conferenze stampa - replica secco il consigliere regionale Camillo D'Alessandro - la Giunta si è già autodeterminata con la delibera adottata a verificare puntualmente merito e costi».
«Entro aprile la Asl di Chieti definirà eventuali rilievi, integrazioni e modifiche alla proposta iniziale; solo successivamente vi sarà la dichiarazione formale di pubblico interesse, e solo dopo questi passaggi si potrà indire la gara d’appalto che stabilirà chi del libero mercato eseguirà i lavori previsti in progetto». Punto e basta.

