Ospedale da salvare, sollecitate soluzioni

9 Gennaio 2022

Guardiagrele. Il gruppo di minoranza chiede interventi definitivi: «Siamo stanchi dei proclami»

GUARDIAGRELE . Il gruppo consiliare di minoranza Guardiagrele il bene in comune interviene sull’ospedale e la sua operatività. «Il futuro del nostro ospedale», sottolinea il gruppo guidato dall’ex sindaco Simone Dal Pozzo, passa attraverso soluzioni strutturali e a nulla servono delibere tampone che danno risposte limitate nel tempo. La politica regionale ai massimi livelli», aggiunge, «aveva preso precisi impegni qualche settimana fa, ma sembra che l’apertura del nostro Punto di primo intervento, sia ancora legata ai turni aggiuntivi di medici che, concluso il loro servizio ordinario altrove o sull’ambulanza, vengono a Guardiagrele a dare una mano. Questa soluzione che ha visto soprattutto il coinvolgimento di medici del 118», osserva il gruppo, «non è una risposta destinata a durare nel tempo».
Guardiagrele il bene in comune si domanda come mai la politica regionale, dopo mesi di continue denunce e pressioni, non riesce a percorrere una strada che risolva definitivamente il problema. «Certo», prosegue il gruppo, «se andiamo a caccia di nuovi medici il giorno dopo il pensionamento dei vecchi, è difficile che le cose possano andare meglio ed è impossibile anche solo pensare che un piccolo presidio come Guardiagrele possa addirittura essere quello che la Regione da due anni e mezzo continua a dirci sul nostro futuro. Siamo convinti che le strade da percorrere sono altre e allora bisogna fermarsi e studiare cosa fare».
Quindi il suggerimento: «Si lavori affinché ci sia, magari per una fase limitata e a termine, una equiparazione tra i medici del 118 con una certa esperienza e i medici dell’emergenza-urgenza e si consenta una loro assunzione in pianta stabile, anche attingendo alle graduatorie disponibili».
Guardiagrele il bene in comune evidenzia che, in questo caso, basterebbe avere senso pratico evitando, per altro, spese elevatissime. «Noi», conclude il gruppo di minoranza, «non intendiamo mollare la resa e pronti a dare il nostro contributo e a fare la nostra parte, oltre i proclami e la superficialità di chi deve decidere, di cui siamo sinceramente stufi».
Giovanni Iannamico
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