Ospedale, dal prefetto il caso del crollo

I vigili del fuoco segnalano altre criticità. Il sindaco Menna: struttura di 60 anni fa. L’ex sindaco Prospero: l’area vecchia va rivista
VASTO. Medici e operatori sanitari continuano a lavorare in attesa di soluzioni e cure per il San Pio. Puntelli e nastri raccontano che le condizioni dell’ospedale San Pio sono da “codice rosso”. I vigili del fuoco sono stati chiari. I solai degradati sono un pericolo per il manufatto ospedaliero più datato. Le armature metalliche sono ossidate e la compattezza del calcestruzzo che copre il ferro è scarsa. «La relazione del vigili del fuoco», dice il sindaco Francesco Menna, «rivela che non è solo il controsoffitto della stanza numero due a dover esser riparato. La situazione è molto più grave. Sarebbe opportuno fare una verifica anche al pronto soccorso. Un ospedale è un luogo pubblico dove lavorano centinaia di persone e dove arrivano ogni giorno altrettanti utenti. Il pronto soccorso, ha bisogno di essere un luogo sicuro. La sicurezza viene prima di ogni cosa. Certo, servirà un finanziamento importante, ma è indispensabile. È arrivato il momento di occuparsi di una struttura realizzata più di 60 anni fa», afferma il sindaco.
L'assessore regionale alla sanità, Nicoletta Verì, ha garantito ai sindaci del Vastese che sarà a Vasto in settimana. La città aspetta il suo arrivo e soprattutto le sue decisioni. Fra coloro che ritengono che non basti più un intervento tampone per sanare il San Pio, c’è l’ex sindaco Antonio Prospero. «Il solaio che è venuto giù», dice Prospero, «fa parte del primo tronco ospedaliero realizzato prima degli anni 60. Non ha mai ricevuto un intervento di manutenzione. È assolutamente necessario rifare solai e soffitti di tutta l’area cosiddetta “vecchia”. Serve un intervento di ammodernamento non limitato a un solo reparto».
I vigili del fuoco dopo il sopralluogo, hanno consegnato le conclusioni anche al prefetto di Chieti, Giacomo Barbato. Davanti ad un rapporto tutt’altro che tranquillizzante, la stessa autorità prefettizia, sempre attenta alla sicurezza pubblica, potrebbe prendere decisioni. Sul posto, com’è noto, sono intervenuti anche i tecnici Asl dell’unità operativa “Investimenti, patrimonio e manutenzione” e il responsabile del Servizio prevenzione e protezione, che hanno effettuato un minuzioso sopralluogo. Sentite le loro indicazioni, la direzione medica ha riorganizzato le attività sanitarie disponendo provvisoriamente il trasferimento di alcune attività in altri locali ospedalieri. È stato eseguito un parziale puntellamento del soffitto, e contestualmente effettuato un rilievo tecnico da parte del laboratorio Temaco per valutare la resistenza dei materiali e classificare la tipologia del danno, così da poter individuare e mettere a punto il sistema di consolidamento più idoneo.
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