Ospedale di area disagiata «Sia la Regione a decidere»

29 Maggio 2018

Guardiagrele. Il consigliere comunale Caramanico e il ruolo del Santissima Immacolata «Basta scaricare scelte su Roma, l’Emiciclo ha pieni poteri per legiferare sulla sanità»

GUARDIAGRELE. «La risoluzione n. 40, presentata dal consigliere regionale Mauro Febbo e recentemente approvata dall’assemblea regionale, avente per oggetto la riconversione dell’ospedale di Guardiagrele in “Ospedale di area disagiata” e “Ospedale per acuti a valenza medico geriatrica” è esattamente la fotocopia della proposta presentata in data 7 luglio 2017 dal mio gruppo consiliare, sui tavoli di concertazione politica del consiglio regionale».
A parlare è il consigliere comunale Franco Caramanico, capogruppo della lista “Insieme si può” che, pur esprimendo la propria soddisfazione per l’approvazione del documento, sottolinea di non condividere la decisione del consiglio regionale di aver inviato la risoluzione al tavolo nazionale per la risposta definitiva. «Questa presa di posizione», osserva Caramanico, «è finalizzata solo a scaricare le responsabilità su Roma. Personalmente, non la condivido, innanzitutto perché la Regione non è più commissariata è quindi il consiglio ha i pieni poteri per legiferare. Lo stesso assessore Silvio Paolucci», sottolinea Caramanico, «negli ultimi mesi, rispetto alle disfunzioni del nostro sistema sanitario è stato costretto a rivedere la programmazione approvata, apportando delle modifiche sostanziali e lo ha fatto in piena autonomia. Ricordo inoltre», aggiunge Caramanico, «che nel mese di gennaio la Regione ha anche riconosciuto l’ospedale di Atessa, come “Presidio di area disagiata” non si è invece mai pronunciata sulla richiesta di Guardiagrele, avanzata a fine 2015».
Secondo Caramanico, se gli standard per gli ospedali in zona disagiata non sono esplicitamente e compiutamente definiti, l’assessore alla sanità Paolucci dovrebbe allora chiarire alcune cose. «Innanzitutto», sostiene Caramanico, «perché è stata approvata una programmazione considerando un numero di posti letto del 3,4/mille, inferiore allo standard previsto dal decreto ministeriale 70/2015 pari al 3,7/mille, che ha causato gravi disagi e lunghe liste di attesa, di cui solo oggi l’assessore si è reso conto, correndo ai ripari con l’aumento dei i posti letto, senza ricorrere al tavolo nazionale. Paolucci», aggiunge Caramanico, «ci dovrebbe anche dire perché è stata approvata una programmazione che tagliava i posti letto al pubblico, quando sul privato si affermava solo che “non sarebbero aumentati” e, solo oggi, rendendosi conto delle conseguenze ha affermato che bisogna riequilibrare il rapporto pubblico-privato, è lo ha fatto senza chiedere il parere del nazionale».
Caramanico, ricorda infine che l’assessore Paolucci ha inoltre dichiarato che in provincia di Chieti mancano posti letto di Medicina, Geriatria, Psichiatria e Pronto soccorso per decongestionare l’ospedale chietino. «Un problema», conclude Caramanico, «che poteva sicuramente essere risolto semplicemente riaprendo l’ospedale di Guardiagrele».
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