Ospedale di Atessa «Non ci sono i fondi per l’area disagiata»

20 Gennaio 2018

Il centrodestra contro la trasformazione del San Camillo Di Stefano: delibera regionale debole, il ministero la boccerà

ATESSA . «Documento vuoto, un imbroglio elettorale che nasconde l'intento di scaricare le responsabilità al prossimo governo nazionale». Così è stata bollata la delibera con la quale la giunta regionale dà l'ok per la trasformazione in ospedale di zona disagiata del San Camillo dall’onorevole di Forza Italia Fabrizio Di Stefano, dal consigliere regionale di FI Mauro Febbo, da Nicola Cicchitti e Vincenzo Pellegrini (LiberAtessa) e dal coordinatore cittadino di FI Gilberto Testa. Assente per motivi di salute Carmine Fioriti di ‘Progetto Atessa’.
«Sono evidenti e palesi» sottolinea Febbo «le lacune tecniche e amministrative che emergono dal documento approvato in fretta e in furia dal presidente Luciano D'Alfonso. Innanzitutto, una delibera non può scavalcare le indicazioni inserite nel Decreto commissariale. La giunta regionale dovrebbe spiegare come viene calato questo provvedimento in favore dell'ospedale di Atessa all'interno del decreto 79 o come viene riprogrammata l'area disagiata all'interno dell'atto aziendale dell'Asl Lanciano-Vasto-Chieti. Vorremmo capire dove prendono le risorse per l'area disagiata».
Febbo ha poi parlato dei posti letto: «Leggendo attentamente il documento allegato alla delibera di giunta regionale 15 si attribuiscono 20 posti letto di Medicina e 5 posti letto di Chirurgia (day-Surgery) ma non si specifica a quale ospedale della provincia vengono tolti. Si attribuiscono, per l’assistenza di questi posti letto, 1 Unità operativa semplice dipartimentale e 3 Unità operative semplici, ma la Regione non specifica a quali ospedali vengono tolti rispetto a quelli previsti nell’Atto aziendale deliberato a novembre 2017. Nel documento tecnico si evidenzia che c’è invarianza di spesa tra i costi dell’ospedale di Zona disagiata e i costi dei posti letto di Area territoriale, ma la Regione non specifica dove vengono collocati secondo i programmi i 100 posti letto che scompaiono (20 di Riabilitazione estensiva, 40 di Residenza assistita, 20 Residenza sanitaria assistita, 20 di Ospedale di comunità)».
«È del tutto evidente come la Regione» ha concluso Di Stefano «ha avuto fretta di approvare una delibera di integrazione e programmazione sanitaria così debole tecnicamente da fare in modo che, al passaggio obbligato dei vari Ministeri, venga bocciata per poi darne la colpa alla parte politica diversa dalla loro che uscirà tra un mese dalle urne. Dalla lettura della delibera di giunta regionale 18 del 17 gennaio si evince che l’atto è stato approvato solo da due assessori presenti con l'astensione dell'assessore Donato Di Matteo e, inoltre, come giustificare la scelta solo di Atessa rispetto alle altre aree svantaggiate e montane. Come mai l'assessore Silvio Paolucci era assente all’approvazione della delibera visto che era il proponente? Pertanto», conclude Di Stefano, «il tavolo di monitoraggio non approverà mai questa delibera così come composta».
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