Ospedale di comunità Numeri record e raddoppio posti letto

17 Ottobre 2016

CASOLI. Circa 320 ricoveri; otto posti letto che all’occorrenza sono diventati anche 14; degenza media di 10-12 giorni. Sono i numeri dell’ospedale di comunità dell’ex Consalvi che dopo un anno di...

CASOLI. Circa 320 ricoveri; otto posti letto che all’occorrenza sono diventati anche 14; degenza media di 10-12 giorni. Sono i numeri dell’ospedale di comunità dell’ex Consalvi che dopo un anno di attività esce dalla fase sperimentale e diventa una certezza acquisendo un solido posto nel panorama dell’assistenza sanitaria regionale. Una promozione sul campo che permetterà all’ospedale di raddoppiare i posti. Dalla prossima settimana, infatti, si salirà a 20 posti letto. Il segreto di questo primo successo? Stretta collaborazione tra personale interno, medici specialisti del presidio e medici curanti e un occhio di riguardo verso quei malati che, affetti da patologie cronico-degenerative che non necessitano del ricovero ospedaliero per acuti, ma al tempo stesso non possono stare in casa, sono presi in carico.

«I numeri dicono che l’ospedale di comunità è una risorsa», spiega il direttore Fioravante Di Giovanni, «abbiamo preso in carico oltre 300 utenti, persone soprattutto dell’area territoriale Sangro-Aventino in fase di instabilità o riacutizzazione di malattie croniche, o che hanno avuto la necessità di sottoporsi a terapie programmate in un ambiente protetto, di una blanda riabilitazione. Persone che o avrebbero intasato il Pronto soccorso dell’ospedale di Lanciano, o sarebbero rimasti in attesa di un posto in una Rsa o sarebbero “pesati” sui familiari a casa. La degenza media è di 10-12 giorni e gli utenti sono per lo più anziane - età media alta, 78 anni- che provengono dal Pronto soccorso di Lanciano, dopo essere stati stabilizzati e non essere in fase acuta, dalla Medicina, dall’Ortopedia o dai medici di famiglia che riscontrano un aggravamento di problemi noti».

A curare queste persone sono infermieri, medici, specialisti dell’ex Consalvi che collaborano con i medici di famiglia. Una collaborazione che, evidenzia Di Giovanni, va a vantaggio del paziente e della Asl, visto che si eliminano ad esempio esami inutili e aumenta l’appropriatezza delle prestazioni. «Altro punto di forza», dice il responsabile, «è l’umanizzazione delle cure: non ci sono orari per le visite e la presenza del medico curante è un punto in più per gli utenti e la famiglia». L’ospedale di comunità andrà al terzo piano del Consalvi da dove saranno spostati gli ex pazienti di Villa Pini che andranno nell’ex distretto. Sarà quindi attivata la prima Rsa accreditata della Asl, con 20 posti letto.

Teresa Di Rocco

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