Ospedale di zona disagiata, ecco la proposta

9 Maggio 2018

La Regione riapre la partita su Atessa. Lunedì 14 l’assessore Paolucci al San Camillo

ATESSA. La partita sul riconoscimento del San Camillo come ospedale di area disagiata non è chiusa. La pratica è in una fase istruttoria avanzata, lo dicono i documenti. Lunedì prossimo -l’incontro previsto per venerdì è saltato per impegni istituzionali- sarà lo stesso assessore regionale alla Sanità Silvio Paolucci a spiegarlo a medici e operatori dell’ospedale di Atessa. «La proposta di potenziamento quali-quantitativo del presidio ospedaliero San Camillo de Lellis, elaborata dal tavolo tecnico, è in fase istruttoria da parte degli uffici competenti e a breve potrà essere sottoposta a valutazione da parte del tavolo per il monitoraggio», così è scritto nella lettera che il ministero della Sanità ha inviato alla Regione lo scorso 3 marzo. È la risposta alla nota della Regione nella quale si trasmetteva al Ministero la delibera della giunta regionale del 17 gennaio scorso, cioè gli adempimenti conseguenti alla delibera di giunta del 7 novembre 2017, che seguivano la delibera di consiglio comunale del 6 novembre. Il 17 gennaio la Regione non ha espresso un’intenzione ma ha cambiato gli atti programmatori riconoscendo Atessa come presidio ospedaliero di area disagiata. Nella lettera del Ministero si diceva che «il riordino della rete ospedaliera e dell’emergenza approvato con Dca 79/2016, ha acquisito da tempo le valutazioni positive dai tavoli preposti, si rappresenta che il nuovo assetto delineato per il presidio De Lellis, al fine della valutazione di coerenza con quanto disposto ai sensi del dm 70/2015, deve essere contestualizzato all’interno del disegno complessivo della rete ospedaliera» e si chiedeva, all’Agenzia regionale sanitaria, una nota integrativa al documento tecnico sull’ospedale di zona particolarmente disagiata. Nella nota, inviata in risposta il 9 aprile scorso, a firma di Alfonso Mascitelli, tra le altre cose si dice: «Il ruolo e la funzione assegnati al presidio di Atessa nella rete di emergenza urgenza appaiono conformi alle funzioni assegnate agli altri due presidi di aree disagiate (di Penne e Castel di Sangro, ndc). Conseguentemente si ritiene necessario garantire un attività di Pronto soccorso con la disponibilità di necessari servizi di supporto e la programmazione regionale intende classificare il presidio di Atessa come ospedale di zona particolarmente disagiata, non solo per integrare la rete delle emergenze con un’articolazione su diversi livelli di operatività ma per la sussistenza di requisiti tecnici previsti dal regolamento: aerea premontana e parzializzate montana, meteorologicamente ostile con rete viaria complessa». Tutto ciò, è bene ricordarlo, grazie al fatto che Atessa, a differenza di Casoli e Guardiagrele, conserva ancora il titolo di presidio ospedaliero.
Matteo Del Nobile
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