Ospedale di zona disagiata: è quasi fatta

30 Dicembre 2017

Atessa. L’assessore regionale Paolucci in visita al San Camillo: «La parola al ministero, sono fiducioso»

ATESSA. Si vede il traguardo per l’agognata conversione del San Camillo in ospedale di zona disagiata. Adesso bisogna percorrere gli ultimi metri che separano dal filo di lana. Il 2017 non poteva chiudersi con una notizia più fausta e il 2018 aprirsi sotto buoni auspici. È quasi fatta dunque. Ieri, durante il brindisi di fine anno, l’assessore regionale Silvio Paolucci, alla presenza di medici e infermieri, ha annunciato che, entro la metà di gennaio, ci sarà una delibera di giunta per cambiare gli atti programmatori della Regione e riconoscere a un intero territorio il cosiddetto “Ospedale di area disagiata”. Prima della decisione, ci sarà il parere dei tecnici del ministero della Sanità, per evitare eventuali conflitti. Paolucci, accompagnato da Vincenzo Orsatti, direttore sanitario della Asl, e da Giulio Borrelli, sindaco di Atessa, ha visitato i diversi reparti ascoltando quanto gli operatori sanitari esponevano. La conversione in ospedale di zona disagiata prevede, oltre al Pronto soccorso, poliambulatorio, dialisi, cinque specializzazioni di base per il San Camillo: lungodegenza con più giorni di degenza; riabilitazione adeguatamente implementata; day-surgery che deve raccoglier una parte della tradizionale chirurgia atessana; diagnostica per immagini ed endoscopia; medicina del lavoro, che colmerebbe una lacuna dei tutta la sanità abruzzese.
Ieri, in una saletta della direzione sanitaria, prima del brindisi per gli auguri di fine anno che, in questa circostanza, si è rivestito di ben altri significati, Paolucci ha detto: «Stiamo gestendo questa vicenda con impegno, coerenti rispetto a quanto deciso dal consiglio comunale del 6 novembre scorso. C’è una normativa nazionale da rispettare e abbiamo lavorato affinché la proposta di conversione in ospedale di zona disagiata fosse “dentro” le norme nazionali e nel loro rispetto. Abbiamo presentato però», ha aggiunto l’assessore, «un’inattaccabile e corposa relazione, ricca di dati epidemiologici, orografici e economici. Sono razionalmente fiducioso che il tutto si possa chiudere entro il prossimo 10 gennaio».
Prima di quella data ci dovrebbe essere il parere favorevole dei tecnici del ministero e tra il 10 e l’11 gennaio la giunta regionale dovrebbe adottare la delibera esecutiva che metterà nero su bianco una nuova vita per l’ospedale di Atessa. «Voglio un confronto positivo con il ministero e ci sono tutti i margini e le premesse positive», ha affermato Paolucci.
«È quanto auspicavamo ed è ciò per cui, dal nostro insediamento, abbiamo creduto e lavorato», ha affermato il sinddaco Borrelli aggiungendo: «Però questa è una vittoria non di una parte ma di un’intera città e di un intero territorio che comprende 31 Comuni. Questa è anche una vostra vittoria», ha concluso rivolgendosi a medici e infermieri, «che vi siete impegnati con abnegazione a tenere in vita il nostro ospedale».
Soddisfatto il direttore sanitario della Asl, Orsatti: «L’azienda ha fornito un valido supporto tecnico a tutto l’iter e penso che il 2018 inizierà con maggiore serenità. Questo ospedale avrà nuova vita, nuova linfa. Adesso la prima necessità è riassegnare la direzione medica di presidio perché solo stando sul posto, andando in giro per i reparti, si capiscono le cose e ci si adopera per risolverle».
Matteo Del Nobile
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