Ospedale e hospice in difficoltà: i due casi in consiglio comunale

L’assemblea civica vota all’unanimità la richiesta di apertura di un dibattito sul futuro del Renzetti Mozione sull’Alba Chiara: «La Asl rinforzi il personale medico e infermieristico e faccia vedere i conti»
LANCIANO. Un consiglio comunale straordinario sulla sanità e sull’ospedale Renzetti chiesto dalla maggioranza e ben accolto dall’opposizione da fare a breve; una mozione unanime che, presa coscienza dei problemi dell’hospice Alba Chiara con pochissimi medici e senza fondi, chiede alla Asl di intervenire per rafforzare l’organico e rendicontare sull’utilizzo dei fondi vincolati per la rete delle cure palliative frentane negli anni 2021, 2022 e 2023. Sono le decisioni del consiglio comunale di Lanciano che trova l’unità sui problemi della sanità, in particolare in città.
ALLARME HOSPICE«Ad aprile sono stato in visita all’hospice Alba Chiara e ho constatato le difficoltà che ci sono», dice il consigliere Leo Marongiu, promotore, assieme alla minoranza, della mozione. «Carenza di personale, con un solo medico in servizio, fondi dedicati “spariti” con investimenti e progetti a favore della speciale utenza bloccati. Un servizio di eccellenza che con 11 posti letto nel 2023 ha avuto in carico oltre 770 pazienti oncologici e terminali e registrato 161 ricoveri, dove l’amore verso il prossimo e la necessità di alleviare il dolore vanno oltre semplici cure, a rischio. Da qui la mobilitazione che ha portato i cittadini, assieme al coordinamento Uniti per la salute davanti all’hospice per chiedere alla Asl e al sindaco di intervenire - sindaco che ha tacciato la minoranza di fare una “volgare strumentalizzazione delle difficoltà dell'hospice” - e ora la mozione per mantenere costante la pressione sulla Asl, per dimostrare che il consiglio comunale tutto è vicino alla struttura che deve riavere i suoi fondi».
I MEDICIE a spiegare i problemi dell’hospice i medici che vi lavorano: Pier Paolo Carinci, Nicola Capraro e Mirella Di Prinzio. Carinci, da poco in pensione, ha ricordato la storia della struttura, la prima dedicata alle cure palliative aperta in Abruzzo nel 2011 con lui, la legge regionale sulle cure palliative del 2012. «C’erano meno soldi», ricorda, «eppure siamo riusciti a creare una struttura che è diventata di esempio per tutti gli altri hospice». E a sollevare il problema dei medici e la gran mole di lavoro da fare è Di Prinzio. «Siamo solo 3 medici per due hospice, uno a Lanciano», dice, «abbiamo un ritmo insostenibile, saltiamo riposi, cerchiamo di stare dietro a tutti ma è difficile. Le soluzioni? Il concorso fatto dalla Asl: ma su 6 medici che hanno partecipato, 5 hanno rifiutato; uno è arrivato stamattina». Altra soluzione proposta, la mobilità interna, con medici che si spostano sulle cure palliative. «Ma qui c'è il problema della coperta sempre corta: se i medici si spostano lasciano i reparti in cui lavorano dove si è lo stesso in difficoltà», riflette Di Prinzio. Coperta che diventa cortissima con i farmaci. «Anche da noi ci sono difficoltà», precisa Capraro prossimo alla pensione, «eppure i nostri costano poco: parliamo di morfina, cortisone». Carenza di personale, farmaci che scarseggiano, fondi che mancano, difficoltà anche in ospedale: i consiglieri scuotono la testa.
LA MOZIONEE con il sindaco Filippo Paolini che assicura un’interlocuzione continua con la direzione Asl, la mozione si allarga alle richieste dei medici e della stessa maggioranza. Si impegna il sindaco a chiedere la convocazione di un consiglio ad hoc sulla sanità, il Renzetti e sull’hospice e alla Asl di procedere subito con un avviso pubblico per rafforzare l’organico medico e infermieristico dell’hospice anche attraverso una mobilità interna e a chiedere la rendicontazione dei fondi vincolati per le cure palliative e l’hospice di Lanciano negli anni 2021, 2022 e 2023; una quota annua non inferiore ad 1,4 milioni.

