Ospedale, futuro incerto «Non ci prendete in giro»

13 Novembre 2018

Guardiagrele. L’associazione Salute è Diritto annuncia battaglia sulla riconversione «Finora vaghe promesse elettorali, le nostre proposte ai candidati alla Regione»

GUARDIAGRELE. Si dice «allibita della strumentalizzazione sfacciata che appare in questi giorni sui giornali e sui social sul tema dell’ospedale di Guardiagrele da parte dei soliti politicanti». È l’associazione Salute è Diritto a tornare in campo sul destino dell’ospedale Santissima Immacolata di Guardiagrele che pareva destinato alla riconversione in ospedale di zona disagiata. Il sodalizio poi annuncia: non c’è nessuna forza politica che può permettersi di prendere in giro la cittadinanza guardiese senza aspettarsi una nostra reazione decisa.
La reazione di Salute è Diritto prende spunto dalla delibera 823 del 25 ottobre scorso della giunta regionale, ritenuta «una vera e propria presa in giro» con la quale «la Regione si ricorda stranamente solo a fine mandato, delle esigenze degli ospedali delle zone interne, agitando vaghe promesse di evidente sapore elettorale. Infatti è inammissibile che la giunta regionale, dopo aver governato per quasi cinque anni, si accorga solo adesso delle legittime richieste avanzate dalle comunità di Guardiagrele, Pescina, Tagliacozzo, Casoli e Gissi. Infatti, oltre alle vaghe indicazione adottate, la delibera appare sprovvista delle necessarie relazioni tecnico-amministrative senza le quali è destinata a rimanere carta straccia».
Secondo il sodalizio guardiese «altra strumentalizzazione è la farsa dell’emendamento discusso in Parlamento qualche giorno fa a firma Stefania Pezzopane-Camillo D’Alessandro, ossia di esponenti di quella parte politica che ha governato e governa tuttora la Regione. Ci limitiamo a far notare che se l’ex consigliere regionale D’Alessandro avesse realmente tenuto a cuore le sorti dell’ospedale di Guardiagrele ben avrebbe potuto intervenire in passato con una legge regionale, ad esempio all’indomani dell'approvazione della risoluzione 2.731 votata l'8 maggio 2018 significativamente all’unanimità dei presenti - D'Alessandro incluso con l'assessore Silvio Paolucci primo firmatario - che già impegnava la Regione ad aprire un ospedale di area disagiata a Guardiagrele».
Come ultima considerazione, l'associazione Salute è Diritto esprime «tutta la sua soddisfazione per il recente avvio di un nuovo percorso che garantisca un futuro all’ospedale di Penne con l’auspicio che presto si passi da soluzioni temporanee e parziali, come questa adottata per l’area Vestina, a una globale e definitiva ridefinizione della sanità regionale con particolare riguardo alle aree interne. Ricordiamo a tutti che l’associazione Salute è Diritto si è già occupata di consegnare al M5S la propria proposta sul futuro dell’ospedale di Guardiagrele e altresì si impegna a proseguire la propria attività in difesa del presidio sanitario Santissima Immacolata», conclude il sodalizio, «consegnando a tutti i candidati alla presidenza la stessa proposta elaborata da tempo non appena saranno ufficializzate le candidature». (cr.ch.)
©RIPRODUZIONE RISERVATA.