Ospedale, i lavoratori delle coop chiedono un incontro a Paolucci

7 Maggio 2017

LANCIANO. «Da oltre cinque anni lavoro per tre ore al giorno, tanto che non mi pare un lavoro, e racimolare i contributi è una fatica incredibile», racconta uno. «Abbiamo un orario mensile, ma in...

LANCIANO. «Da oltre cinque anni lavoro per tre ore al giorno, tanto che non mi pare un lavoro, e racimolare i contributi è una fatica incredibile», racconta uno. «Abbiamo un orario mensile, ma in realtà ci cambiano orario ogni giorno», dice un altro. E ancora: «Veniamo anche spostati da una cooperativa ad un’altra come se nulla fosse perché così loro godono di sgravi fiscali, noi invece non riusciamo nemmeno ad accumulare i contributi». Sono alcune testimonianze di ausiliari, Oss e addetti alle pulizie che lavorano all’ospedale Renzetti tramite cooperative o aziende, lamentele riportate al presidente del consiglio comunale Leo Marongiu, incontrato nei giorni scorsi, affinché si faccia portavoce dei disagi con l’assessore regionale alla sanità Silvio Paolucci, al quale chiedono un faccia a faccia. «I dipendenti delle cooperative e delle aziende esterne al presidio che hanno problemi sia sul fronte del contratto che sui carichi di lavoro», spiega Luigi Iasci dell’Usb, sindacato che è accanto a questi lavoratori, «chiedono una reinternalizzazione dei servizi oggi gestiti da cooperative e aziende, e di avere un contratto dignitoso tale da poter alzare la qualità dei servizi rivolti all’utenza. Servizi importanti, esternalizzati senza che la Asl faccia controlli, o meglio con le aziende o le cooperative che addirittura controllano i dipendenti Asl. È il caso della mensa, esternalizzata da dicembre, che serve il Renzetti ma anche gli ospedali di Vasto e Casoli, con le cucine frentane che sfornano circa 400 pasti a pranzo e a cena ogni giorno». Difesa dei lavoratori delle cooperative da parte dell’USb, ma anche dell’utenza che fa i conti con servizi di minore qualità, liste d’attesa lunghissime e ticket sanitari sempre più salati. (t.d.r.)