Ospedale, il manager convoca i sindaci

28 Novembre 2019

Schael (Asl) fa il punto con i primi cittadini. Smargiassi (M5S): è emergenza. Pennetta (Arcolabeno): sabato tutti in piazza

VASTO. L’ospedale San Pio è sempre più nella bufera. Aumentano i pazienti che rifiutano il cibo che arriva da Lanciano. Il direttore aziendale, Thomas Schael, convoca i sindaci del territorio per il 3 dicembre e cerca soluzioni per limitare i disagi dell’utenza vastese, ma le sue scelte sono contestate. Il consigliere regionale del M5S, Pietro Smargiassi, ritiene che quanto sta accadendo sia frutto di una politica che per anni ha abbandonato l’ospedale vastese e definisce inaccettabili soluzioni temporanee. Il comitato civico L’Arcobaleno ritiene esagerata la previsione di spesa fatta da Schael per la sistemazione della cucina dell’ospedale e annuncia una manifestazione in piazza Diomede il 30 novembre.
L’AZIENDA SANITARIA. Probabilmente quando ha accettato l’incarico di direttore generale della Asl Chieti-Lanciano-Vasto, Thomas Schael non immaginava che i problemi irrisolti per anni del San Pio, gli piovessero tutti addosso all’improvviso. Mancano primari, personale e strumenti. Mancano soprattutto i soldi e la poca cura della cucina ha portato i Nas a disporne la chiusura. Schael dopo aver fatto un sopralluogo al San Pio e discusso con il sindaco Francesco Menna, ha convocato per il 3 dicembre una riunione dei sindaci per fare il punto della situazione e decidere il da farsi.
IL MOVIMENTO 5 STELLE. Il direttore della Asl ha quantificato in 500mila euro l’importo necessario per mettere a norma la cucina facendo al contempo affidamento sulla collaborazione del sindaco. «È una situazione emergenziale», annota Pietro Smargiassi, «che rappresenta la naturale conseguenza dell’erronea decisione di esternalizzare i servizi mensa. Già nel settembre dello scorso anno, nel corso di una visita ispettiva», spiega ancora Smargiassi, «ebbi modo di sottolineare le mie perplessità a riguardo. La cucina era tenuta in perfetto stato. Evidentemente, però, la buona volontà del personale preposto non è bastata. La stima effettuata da Schael in 500 mila euro dei costi per gli interventi sulla cucina, rappresentano il frutto del totale abbandono e disinteresse che la politica locale e regionale hanno rivolto, negli anni, al presidio ospedaliero di Vasto. Sono curioso adesso di vedere la soluzione “tampone” che verrà assunta e i costi, a carico dell’intera comunità, in termini di canoni locatizi», afferma Smargiassi auspicando l’apertura di un serio confronto sulle numerose carenze del San Pio di Vasto. «I vastesi sono stanchi delle pezze a colori», conclude il consigliere pentastellato.
COMITATO ARCOBALENO. Duro l’intervento del presidente del comitato civico L’Arcobaleno, l’avvocato Angela Pennetta. «Il sopralluogo», rimarca la Pennetta, «compiuto al San Pio dal direttore generale a distanza di una settimana dalla chiusura della cucina, andava fatto prima. La soluzione alternativa che permette temporaneamente la preparazione dei primi piatti sul posto o poco lontano, ci sembra una trovata d’effetto ma impraticabile. La quantificazione della spesa per gli adempimenti strutturali della cucina per consentire la riapertura stimata in 500 mila euro, ci sembra a spropositata. È necessario che si conosca a fondo il contratto stipulato con la Dussmann, perché se sono vere le notizie pubblicate nei giorni scorsi, la Asl diede l’appalto alla Dussmann per 32 milioni di euro, ma nell’appalto era prevista l’assunzione di 45 cuochi. L’Arcobaleno sarà in piazza Diomede, sabato, dalle ore 17 alle 20, perché i cittadini non vogliono trovate ad effetto impraticabili ma soluzioni vere».
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