Ospedale, il progetto a Roma entro Natale

30 Novembre 2017

Incontro in Regione sulla riconversione del San Camillo di Atessa in presidio di zona disagiata

ATESSA. È stato un primo incontro proficuo quello di ieri, in Regione, per definire la proposta avanzata dall’amministrazione comunale di Atessa di riconvertire il San Camillo in ospedale di zona disagiata, con al suo interno anche la Medicina del lavoro. Presenti a Pescara l’assessore regionale alla sanità Silvio Paolucci, il direttore dell’Agenzia sanitaria regionale Alfonso Mascitelli, il direttore sanitario della Asl Lanciano-Chieti-Vasto Vincenzo Orsatti. Atessa era rappresentata dal sindaco Giulio Borrelli, dal presidente del consiglio comunale Enrico Flocco e da alcuni medici del San Camillo. Uno è stato il punto saliente derivato dall’ampia discussione: formulare una proposta, da presentare al tavolo romano, inattaccabile e in tempi rapidi, cioè prima di Natale. Intenzione di tutti è che il futuro dell’ospedale di Atessa sia definito prima della campagna elettorale di primavera. Per far questo, cioè per ottimizzare i tempi, c’è stata una divisione dei compiti. Alla Asl spetterà redigere una relazione economica basata su questi presupposti: che costi ci sono nella trasformazione del San Camillo in Pta e quali nella trasformazione in ospedale di zona disagiata; al Comune di Atessa il compito di motivare la richiesta di trasformazione in ospedale di zona disagiata; all’Agenzia sanitaria il compito di coordinare e assemblare la proposta tecnica. Tutta la fase “abruzzese” dovrebbe essere conclusa entro Natale; poi inizierà quella romana con il coinvolgimento dei due ministeri di competenza, della Salute e dell’Economia e delle Finanze, per poi approdare al tavolo Stato-Regioni per l’approvazione. «La nuova amministrazione comunale, in carica da cinque mesi», ha sottolineato nei giorni scorsi Borrelli, «ha impostato su basi del tutto nuove la battaglia per difendere il San Camillo, ospedale di un ampio territorio. Finora abbiamo ottenuto il cambio di orientamento della Regione che, adesso, riconosce ad Atessa il ruolo di paese-cerniera tra una vitale zona industriale e un vasto entroterra particolarmente disagiato. Dispiace», concludeva Borrelli «che, lungo questo delicato e faticoso percorso, si innestino polemiche fuorvianti da parte di forze politiche che, dopo aver approvato, in consiglio comunale, una mozione di sostegno al riconoscimento di ospedale di area disagiata, assumono ora atteggiamenti disfattisti e di sterile propaganda». Doccia fredda per Casoli e Guardiagrele durante la riunione: è, infatti, emerso che le loro richieste di conversione in ospedale di zona disagiata non sono accoglibili perché i presidi ospedalieri già sono stati trasformati in Pta, mentre Atessa è ancora, a tutti gli effetti, un ospedale.
Matteo Del Nobile
©RIPRODUZIONE RISERVATA.