Ospedale, l’ira di LiberAtessa per i sindaci in coda al corteo
ATESSA. La polemica dopo il corteo di sabato, in difesa dell’ospedale San Camillo, rischia di togliere peso e benzina all’intento iniziale. La querelle nasce dalla decisione del Comitato civico in...
ATESSA. La polemica dopo il corteo di sabato, in difesa dell’ospedale San Camillo, rischia di togliere peso e benzina all’intento iniziale. La querelle nasce dalla decisione del Comitato civico in difesa del territorio, organizzatore della manifestazione, di non far aprire il corteo dalle istituzioni presenti, il sindaco di Atessa, Nicola Cicchitti, e altri colleghi del territorio con tanto di fascia tricolore, ma di relegarli in altra parte. In piazza Garibaldi sono volate parole grosse tra Cicchitti e gli organizzatori. Non si è fatta attendere la risposta di LiberAtessa, gruppo di maggioranza.
«Un paese diviso, ancora una volta. Purtroppo è questo che viene fuori da questi giorni di apprensione per il nostro ospedale», afferma il gruppo in una nota, «da un lato l’amministrazione comunale con giovani, anziani, genitori, studenti e sindaci di paesi limitrofi che manifestano con dignità e maturità la loro contrarietà alla chiusura del San Camillo, decretata dal presidente della Regione, Luciano D’Alfonso. Dall’altro una sparuta e arrogante minoranza di pseudopolitici, maestri di demagogia e qualunquismo, che si mascherano dietro un gruppo apartitico e apolitico. Credono di avere la verità in tasca. Credono di essere gli unici a poter dire e fare. E, in effetti, forse hanno ragione, perché alcuni consiglieri e assessori regionali, parte integrante di quest’amministrazione regionale rea della chiusura del nostro ospedale, sono talmente vicini ad alcuni componenti di questo gruppo da esserne addirittura amici, compagni di partito e di “merende”», conclude LiberAtessa, «sono proprio questi loro “amici potenti” che dovrebbero sbattere i pugni sul tavolo dalfonsiano. Invece no. Invece alla manifestazione non erano nemmeno presenti». (m.d.n.)

