Ospedale, l’ultima parola spetta alla Regione

26 Febbraio 2019

Atessa. Presidio di area disagiata: la nuova giunta deve rivedere la collocazione della Riabilitazione

ATESSA. Ospedale San Camillo, ecco i documenti. L’iter per la conversione dell’ospedale di Atessa in ospedale di area disagiata inizia con il consiglio comunale del 5 novembre 2017, voluto dal sindaco Giulio Borrelli, al quale parteciparono gli ex amministratori regionali Luciano D’Alfonzo e Silvio Paolucci (governatore e assessore alla sanità) e alcune decine di sindaci del territorio. Il seguito è storia nota: 6 novembre, 2 e 17 gennaio 2018: due delibere con le quali la giunta regionale cambia i precedenti orientamenti. Non si può sottacere la relazione (nella quale è contenuta la cosiddetta tabella C) elaborata dall’Agenzia sanitaria diretta da Alfonso Mascitelli, e inviata a Roma al tavolo di monitoraggio Stato-Regione lo scorso 5 luglio che riprogrammava la rete ospedaliera nella regione e prevede, all’interno della legislazione vigente, il riconoscimento di ospedale di area disagiata. Nella tabella C, che contiene la mappa delle discipline e dei servizi della rete ospedaliera regionale), al San Camillo di Atessa, oltre ad altre discipline o specialità cliniche, è inserito anche il reparto di “Recupero e riabilitazione funzionale”, ospitato ad Atessa ma è destinato a Ortona.
Nella delibera di giunta regionale del 25 ottobre 2018, la 824, che riprogramma t la rete ospedaliera abruzzese inserendo Atessa, a pagina 28 (tabella 18) non è stata inserita la Riabilitazione perché è destinata a Ortona. Si arriva al 15 novembre del 2018, alla riunione, cioè, del tavolo tecnico per la verifica degli adempimenti regionali con il comitato permanente per la verifica dei livelli essenziali di assistenza (cosiddetto tavolo di monitoraggio romano). Viste le carte, il “tavolo”, a pagina 26 della relazione dice: «Articolazione della rete dell’emergenza-urgenza: rispetto ai requisiti previsti per i presidi ospedalieri in zone disagiate si rilevano alcuni scostamenti rispetto alla configurazione prevista dal decreto ministeriale 70/2015. Si evidenzia che le informazioni sull’assetto erogativo di Atessa contenute nel documento programmatorio (pagina 28) sono diverse da quelle nella tabella C e pertanto è necessario definirne chiaramente l’assetto erogativo».
Adesso la palla passa alla Regione cui spetta “riallineare” ciò che è contenuto con la tabella C con la programmazione inviata a Roma lo scorso ottobre. In pratica, se la Riabilitazione non la si vuole lasciare ad Atessa va precisato nella documentazione inviata a Roma. Sarà questo l’ultimo via libero per avere il riconoscimento del San Camillo in ospedale di zona disagiata?
Matteo Del Nobile
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