Ospedale, la protesta va in strada «Reparti chiusi e crollo ricoveri»

Il consigliere regionale Taglieri (M5S) all’assessore Verì: il nuovo presidio qui è? È l’ennesima favola Paolucci (Pd): situazione delicata per le prestazioni in calo del 40% con il centrodestra in Regione
LANCIANO. «L’ospedale nuovo è l’ennesima favola raccontata dal centrodestra: la realtà è che abbiamo un presidio, il Renzetti, declassato, senza medici, con reparti come urologia e otorino chiusi il fine settimana, dove le degenze crollano e non è possibile fare esami strumentali». È il consigliere regionale Francesco Taglieri (capogruppo M5S)a rispondere all’assessore regionale alla salute, Nicoletta Verì, che venerdì mattina al Renzetti ha parlato di nuovo ospedale e di strumenti in arrivo. Con Taglieri presenti alcuni cittadini che stringono tra le mani gli striscioni: “Giù le mani dall'ospedale” e “Il diritto alla salute non si tocca”; il consigliere regionale Pd Silvio Paolucci, i consiglieri comunali Leo Marongiu, Sergio Furia, Dora Bendotti. Invitato, ma assente, il sindaco Filippo Paolini.
NUOVO OSPEDALE«L’assessore Verì continua a promettere grandi investimenti ma a parole. Nei fatti nessun via libera c’è per i nuovi ospedali e la sanità nella Asl è al collasso. Sono mesi che denunciamo carenze di personale, liste d’attesa lunghissime e mancanza di strumenti che rendono impossibile eseguire esami diagnostici e cure: adesso basta». Così Taglieri rispetto alle condizioni del Renzetti che, secondo lui, va sempre più a fondo e, a differenza di quanto affermato da Verì che ha precisato che «Il Niv (Nucleo interno di valutazione) ministeriale ha valutato positivamente il progetto tecnico del nuovo ospedale di Lanciano, ha fatto solo un’osservazione per l’aumento dei prezzi del 13%; fondi già previsti in bilancio». «Favole», replica Taglieri, «senza piano sanitario regionale, senza rete ospedaliera e rete territoriale, non c’è un euro. Il centrodestra continua a propagandare atti e programmi che il tavolo di monitoraggio ministeriale starebbe valutando, mai passati in consiglio regionale». «Verì venne a Lanciano nel febbraio 2020, durante le amministrative e ieri», precisa Marongiu, «e invece di raccontare quanto fatto negli anni, racconta cosa farà. Questo perché non ha fatto alcunché e cerca di colmare con presenze estemporanee l’assenza nei fatti».
DECLASSAMENTO«L’ospedale è abbandonato a sé stesso. Il presidio non ha servizi minimi per un Dea (Dipartimento emergenza e accettazione) di primo livello, rischia il declassamento. Ma forse l’obiettivo del centrodestra è questo», evidenza Taglieri. «La situazione è delicatissima», aggiunge Silvio Paolucci, «le prestazioni crollate del 40% in questa legislatura è gravissimo. Se chiudi reparti, crollano le degenze ordinarie, le prestazioni si riducono allora chiudi l’ospedale indirettamente. A Roma leggono i numeri, non sanno che dietro ci sono carenze di ogni genere».
CRITICITÁCarenza di personale nei reparti, investimenti mancati, strumenti vecchi di 20 anni mettono in ginocchio il presidio. «Il pronto soccorso, il terzo d’Abruzzo per prestazioni, lavora con 8 medici anziché 15», evidenza Taglieri «mancano radiologi e Tac, risonanze ed elettromiografie non si fanno. Gli ortopedici sono condivisi con Vasto e i pazienti di Lanciano con i femori rotti la settimana scorsa sono stati portati al San Pio per gli interventi. I reparti che dovevano essere potenziati di urologia e otorino sono chiusi il fine settimana». Va anche peggio con gli investimenti. «L’unico fatto è l’acquisto di una Tac di seconda mano, dismessa dalla Francia: 200mila euro buttati», dice Taglieri. E sono i cittadini a raccontare i disagi vissuti, gli esami non prenotabili a Lanciano. «Il Renzetti ha un bacino di utenza molto ampio e deve esser messo in condizione di poter lavorare», chiude il consigliere.
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