«Ospedale, manca il personale»

28 Ottobre 2023

Denuncia del Nursind: servono cento Oss, pronti a indire lo stato di agitazione

CHIETI. Mancano cento operatori socio sanitari (Oss) negli ospedali della Asl di Chieti. A denunciarlo è il sindacato della sanità Nursind che lancia «un nuovo e ulteriore grido di allarme in merito alle incaute decisioni dell’azienda di sospendere i contratti a 126 precari». E oltre alla carenza di personale, spiega il dirigente provinciale Nursind Vincenzo Pace, la beffa: «Gli infermieri sono allo stremo delle forze e manifestano tutta la loro rabbia sempre più incontrollabile poiché oggi», dice Pace, «vengono chiamati a sopperire a tali carenze di organico con un ulteriore aggravio di turni, riposi saltati e la totale incertezza di sapere che turni di lavoro dovranno erogare la prossima settimana; il tutto negando persino il sacrosanto diritto alla propria famiglia e di poter programmare un minimo di tempo libero. Tanto disagio da disorganizzazione», sottolinea Pace, «il personale non lo aveva vissuto neanche nella fase dell’emergenza Covid».
Dopo la denuncia sulle condizioni di lavoro, il prossimo passo potrebbe essere una protesta: «Stiamo predisponendo lo stato di agitazione sindacale con ricorso al prefetto», annuncia Pace, «anche e soprattutto ai fini della tutela della salute pubblica mai messa così a rischio come in questo periodo». E il Nursind manda un ultimatum alla direzione generale Asl: «Ancora una volta chiediamo al direttore generale Thomas Schael di trovare la forza e il coraggio di rivedere le posizioni assunte a suo tempo, richiamando in servizio quel personale tanto da ripristinare con immediatezza una corretta ed efficiente organizzazione del servizio sanitario senza la quale dovrà essere consapevole delle gravi ricadute negative perpetrate a danno dei lavoratori e della cittadinanza. Il 31 ottobre scadranno anche i contratti di proroga degli Oss e tanti», conclude il Nursind, «non saranno rinnovati. A fronte della carenza di oss sono tante le coordinatrici dei vari reparti e servizi, con particolare riguardo a quelli a più alta intensità di cure come Pronto soccorso e Terapia intensiva, ad essere in balia della più grave confusione aziendale mai vissuta da questa Asl».