Ospedale, Medicina sovraffollata

1 Novembre 2018

Ortona. Aggiunti tre letti nel reparto da 30 posti, altri due pazienti in Chirurgia. Di recente anche 39 ricoveri 

ORTONA. La buona notizia è che di persone “parcheggiate” lungo il corridoio non ce n’è traccia, ma quella meno bella è il numero di ricoveri raggiunto nel reparto di Medicina dell’ospedale Bernabeo di Ortona. Nei giorni scorsi sono stati anche 35 i pazienti, a fronte di 30 posti letto disponibili. Tra l’altro tutto ciò avviene in un momento in cui è ancora presto per parlare di influenza, nonostante si registri qualche malanno stagionale. Purtroppo, però, il reparto continua ad essere pieno, esattamente come qualche mese fa: «Fatta eccezione per un breve periodo», ci viene riferito da operatori del reparto, «il sovraffollamento è diventato ormai una costante, tanto da poter parlare di una cronicità».
La situazione dei giorni scorsi presentava un quadro da tutto esaurito, al punto di dover far fronte all’alto numero di accessi con tre letti aggiunti e altre due persone collocate in Chirurgia. Sembrerebbe però non essere una novità visto che in primavera si registravano condizioni simili, se non peggiori rispetto a quelle attuali. Era aprile quando parlammo di un boom di ricoveri all’interno dell’unità operativa di Medicina. In tale occasione raccontammo di tre letti bis (in tre delle stanze da quattro posti letto c’erano cinque persone ricoverate) ed altri tre pazienti sistemati presso la Chirurgia.
«Recentemente siamo arrivati ad avere addirittura 39 ricoveri su 30 posti letto disponibili», riferirono alcuni operatori per rimarcare la problematica. Oggi invece si parla di piccoli miglioramenti accertati in alcune periodicità, ma in generale la situazione sarebbe invariata. «Cambia solo il tipo di utenza», ci spiegano, «che tra l’altro non riguarda nemmeno più solo il comprensorio ortonese. Si crea una presenza di persone geograficamente distanti dal punto in cui è localizzato l’ospedale Bernabeo. Ad esempio arrivano anche pazienti da Chieti».
I motivi dei ricoveri sono svariati e di sicuro non imputabili principalmente all’influenza. «Al momento non c’è una recrudescenza di malattie tipicamente invernali» aggiungono gli operatori. E considerato che la criticità va avanti da tempo, non si può parlare di un evento sporadico o stagionale, ma piuttosto i numeri farebbero pensare a un fatto strutturale. Nei mesi scorsi ci sarebbero state riunioni per trovare soluzioni condivise in grado di far fronte al sovraffollamento del reparto.
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