Ospedale, ora il caso in consiglio comunale

Atessa, c’è un patto tra maggioranza e opposizione per il San Camillo: «Va tutelato, basta promesse»
ATESSA. Torna domani in consiglio comunale la discussione sull’ospedale San Camillo. Giorgio Farina (Pd) per la maggioranza e Angelo Sciotti (Italia Viva) per la minoranza chiedono al sindaco Giulio Borrelli e al consiglio comunale di «perseguire tutte le strade possibili per avere una strutta mista (presidio ospedaliero e presidio territoriale) per dare risposte alle esigenze e alle richieste di assistenza di Atessa e dell’area montana e pedemontana del Sangro». Farina e Sciotti prima esprimono apprezzamento «per i progressi nell’implementazione della medicina territoriale all’interno del San Camillo, così da dare risposta ai bisogni cronici crescenti e oggi realizzabili grazie al Pnrr», e poi sostengono: «Questo non esaurisce i bisogni di salute del nostro territorio. Senza un ospedale (con pronto soccorso h24 con possibilità di ricovero in un reparto di medicina ospedaliera) e un’area chirurgica per interventi programmati l’attuale struttura sarebbe monca e sotto utilizzata». I due capigruppo sono dell’opinione che «negli anni il presidio ospedaliero di Atessa ha conosciuto un continuo e progressivo ridimensionamento, il cui culmine è stato raggiunto con la previsione di una sua riconversione in un Pta (Presidio territoriale di assistenza). La Regione, infatti, con varie riprogrammazioni ha operato una significativa razionalizzazione della rete ospedaliera attraverso tre direttrici: riduzione dei posti letto, razionalizzazione delle Unità operative complesse e riconversione di presidi ospedalieri». Farina e Sciotti, nel fare la cronistoria dell’iter per la richiesta di ospedale di area disagiata, affermano come l’amministrazione regionale (insediatasi dopo le elezioni del 2019) abbia continuato a prevedere, nella propria riorganizzazione della rete ospedaliera, il San Camillo come presidio ospedaliero di area particolarmente svantaggiata. «Da recenti notizie stampa», concludono i consiglieri, «veniva data per probabile l’approvazione della rete ospedaliera in cui Atessa vedrebbe riconosciuto il presidio ospedaliero di area particolarmente svantaggiata. A oggi, però, questa ipotesi non ha trovato riscontro».
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