Ospedale, ora è lite sui posti letto

23 Gennaio 2018

Febbo: via dagli altri presidi. Borrelli: nessuna penalizzazione

ATESSA. Botta e risposta tra Mauro Febbo e Giulio Borrelli sulla conversione del San Camillo in ospedale di zona disagiata. «Il sindaco sappia che, nel rispetto della legge, non siamo contro i territori e le loro aspettative e condividiamo la nascita dell’area disagiata ma vogliamo la sua istituzione mediante atti concreti di programmazione sanitaria, con parametri tecnicamente e giuridicamente ineccepibili per l’approvazione dei Ministeri competenti», afferma Febbo, «riformuliamo le domande all’assessore Silvio Paolucci, altrimenti ce lo spieghi il sindaco Borrelli che pensa di sapere tutto: può essere credibile un ospedale, se pur di area svantaggiata, senza una Uoc? Dove vengono tolti i posti letto? Al presidio di Ortona o di Lanciano? E dove invece vengono tolti gli incarichi ai medici? Al presidio di Ortona, di Lanciano, di Vasto o a quello di Chieti? Inoltre il sindaco Borrelli ci spieghi: l’ospedale di zona disagiata sostituisce i 100 posti letto di assistenza territoriale e questi dove vanno? Dove vanno i ricoverati di Ra e Rsa e gli operatori non collocabili per funzioni di questi 100 posti letto? Attendiamo risposte non chiacchiere». «La procedura adottata», replica Borrelli, «è corretta, in quanto la proposta viene attivata con atto deliberativo della giunta regionale. Non vi è alcuna attività fumosa né di propaganda elettorale, in quanto nel dispositivo della giunta è previsto espressamente di rimettere al vaglio dei ministeri della Salute e dell’Economia la proposta di riprogrammazione del presidio ospedaliero sangrino ai fini della approvazione. Dal via libera romano deriveranno gli atti conseguenti per quel che riguarda la riprogrammazione di organigrammi e posti letto che la Regione è già in grado di fare, senza sottrarre o ridurre posti letto in altri presidi, e senza penalizzazioni per altre strutture sanitarie». (m.d.n.)