Ospedale, restano le incognite I medici: ci sono reparti a rischio

25 Giugno 2021

Il progetto illustrato sul nuovo presidio non ferma le polemiche sul depotenziamento della struttura Preoccupa il futuro di oculistica, laboratorio analisi e pediatria. Taglieri (M5S): «Servono risposte» 

LANCIANO . «Il progetto del nuovo ospedale e l’arrivo della seconda tac sono buone notizie, ma delle unità come oculistica, laboratorio analisi, nefrologia che ne sarà? Che ne sarà dell’attività operatoria programmata e non in emergenza? Perché si declassano reparti che hanno mobilità attiva e ottimi numeri?». Sono alcune delle domande che i medici del Renzetti ripetono all’indomani della conferenza in cui l’assessore regionale alla salute Nicoletta Verì e il manager Asl Thomas Schael hanno presentato lo studio di fattibilità del nuovo ospedale, che entro il 31 luglio sarà portato al ministero. A luglio, poi, dovrebbero partire anche i lavori in radiologia e ginecologia attesi da 14 anni. Tutti aspetti che avrebbero dovuto tranquillizzare utenti e personale sul futuro dell’ospedale, che resta Dea di 1° livello. Invece così non è stato.
A preoccupare i medici è soprattutto la modifica della bozza della rete ospedaliera fatta dal collegio di direzione di Chieti che ha depotenziato laboratorio analisi, oculistica, pediatria, direzione sanitaria. Verì rassicurato i medici, spiegando loro che «quella del collegio è una proposta. Noi guardiamo alla bozza e ai numeri delle varie unità». «Ma i numeri sono in attivo», ribattono i medici, «anche le sedute operatorie, nonostante i fermi causati dalla carenza di personale hanno numeri positivi». Il primario dell’oculistica, Domenico Pellegrini, ha cercato di spiegare a manager e assessore che l’unità crea mobilità attiva e che proprio per gli ottimi risultati aveva ottenuto di essere centro di riferimento regionale per la chirurgia della cataratta complicata per i pazienti fragili.
«Ma la delibera 247 di febbraio 2018 è stata annullata. E senza spiegazioni il 30 agosto 2018 l’Unità operativa complessa è stata declassata in Unità operativa semplice dipartimentale», si legge sugli appunti di Pellegrini. «Siamo il primo pronto soccorso oculistico dalla Val di Sangro al Molise, i costi dell’unità operativa sono molto al di sotto del fatturato. Siamo sotto organico e senza apparecchi essenziali (ecografo-yag laser-oct), ma con spirito di sacrificio lavoriamo, operiamo casi difficili».
«Con le elezioni spuntano i progetti dei nuovi ospedali», attacca il consigliere regionale Francesco Taglieri (M5S), «quello presentato è un “disegno” con cui si è tentato di sviare l’attenzione sui problemi attuali del presidio. Mi sarei aspettato risposte sul presente del Renzetti e poi la ciliegina sulla torta con il progetto del nuovo ospedale. Dove sono gli urologi, i medici, cardiologi, radiologi, il personale che serve per far funzionare l’ospedale oggi? Perché oculistica, nonostante la mobilità attiva è declassata come il laboratorio analisi mentre addirittura sono cancellate medicina nucleare e nefrologia? Verì dice che il Renzetti è un Dea, allora tutte le specialistiche ci devono essere, devono essere h24 e soprattutto ci deve essere l’attività chirurgica programmata, ordinaria: le sale operatorie non si devono usare solo per le emergenze».
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