Ospedale, sciopero mensa e pulizie

Contratto fermo da 4 anni: sit in di protesta davanti al Santissima Annunziata
CHIETI. Terzo giorno di sciopero nazionale per il rinnovo dei contratti multiservizi, mense, pubblici esercizi e agenzie di viaggio, fermi da circa quattro anni. Blocco che si traduce in buste paga più leggere, con il mancato adeguamento degli stipendi ai nuovi standard di vita.
A Chieti Cgil, Cisl e Uil hanno scelto l’ospedale Santissima Annunziata come luogo simbolo dove portare avanti la protesta, perché, spiegano il segretario generale Filcams Cgil Elena Zanola e il responsabile Uil Tucs Ernesto Magnifico, «proprio all’interno della Asl ci sono le situazioni di maggiore difficoltà. In particolare, per quanto riguarda i lavoratori degli appalti mensa e pulizie che soffrono particolarmente e che a ogni cambio di gestione stanno sempre peggio».
Sono una settantina gli addetti del servizio ristorazione dell’ospedale teatino, 120 su tutta la provincia. Diversi sono stati costretti alle dimissioni con la nuova gestione che ha tagliato notevolmente ore di lavoro e buste paga. «Adesso si va avanti con gli straordinari», dicono i due sindacalisti, «semplicemente perché è più conveniente dal punto di vista di chi paga». Dopo mesi di proteste, con tanto di ricorso all’Anac (Autorità nazionale anti corruzione) a cui è stato inviato il nuovo appalto, i sindacati sono riusciti a strappare al nuovo gestore un accordo un po’ più vantaggioso di quello che era stato preventivato all’inizio e così adesso i dipendenti possono contare su qualche ora di lavoro in più. Ieri però i lavoratori del servizio mensa non erano davanti all’ospedale per partecipare al sit in di protesta organizzato dai sindacati: «Sono stati tutti precettati», hanno detto Zanola e Magnifico, «e per questo non sono potuti intervenire. Sono arrivati in loro sostegno i delegati mensa delle carceri e delle pulizie industriali». (a.i.)

