Ospedale, tagli alla rianimazione «Così la Asl fa cassa col Renzetti»

10 Ottobre 2024

Dei sei posti letto del reparto, quattro sono stati spostati a Chieti e due restano nel blocco operatorio Da poco era stato avviato anche l’accorpamento di chirurgia con otorino: da qui le nuove proteste 

LANCIANO. C’è il reparto nuovo di rianimazione, bonificato dall’amianto che addirittura riapre domani, ma non c’è più la rianimazione: i 6 letti dell’unità operativa la Asl li ha destinati all’Utic (Unità di terapia intensiva cardiologica). La rianimazione praticamente scompare: dei 6 letti che aveva 4 sono stati spostati a Chieti e 2 restano nel blocco operatorio lì dove sono stati messi ad agosto per fare i lavori di bonifica (che erano stati già fatti nel 2019). Così l'ospedale Renzetti perde altri letti e unità operative visto che c’è appena stato anche l’accorpamento di chirurgia e otorino. Un trasferimento, quello dell'Utic, dovuto per la Asl a problemi nel reparto dove l'unità è stata spostata nel 2015 per lavori di ristrutturazione, riqualificazione e potenziamento tecnologico da 1,5 milioni avviati nel reparto originario, al terzo piano della palazzina centrale del presidio, a marzo 2015, bloccati a giugno 2015, mai rispesi e cancellati nel maggio 2019.
«Non siamo di fronte a un ospedale Dea di 1 livello ma neanche ad uno di base per i tagli fatti in questi 5 anni, ultima la rianimazione», commenta il consigliere regionale Francesco Taglieri (M5S). «Si resta con due posti di rianimazione nel blocco operatorio che non sono stati sufficienti in estate, figuriamoci ora alla ripresa delle attività chirurgiche che al Renzetti sono un’eccellenza. Lo erano, visto che adesso gli interventi saranno per forza ridotti e avranno conseguenze negative anche per gli utenti. Oggi sarò davanti all'ospedale per avviare una petizione da inviare al presidente Marco Marsilio per chiedere la risoluzione del contratto del direttore generale Thomas Schael e la revoca delle deleghe all’assessore Nicoletta Verì a fronte di un buco di bilancio di 61 milioni, tagli alla spesa del personale, farmaci, dispositivi e ora anche dei reparti oltre che dei reagenti. Ci sono infatti anche problemi al Renzetti per fare le analisi».
«Il taglio dei posti letto in rianimazione li temevamo in estate e, a differenza di quanto affermato dal sindaco Filippo Paolini, i nostri timori erano più che fondati», dice il consigliere comunale Leo Marongiu (Pd). «La Asl sta facendo cassa a Lanciano perché, come detto da Schael, l’ospedale non è più strategico. Il manager infatti in commissione salute in consiglio regionale pochi mesi fa ha parlato di priorità per gli ospedali di Chieti e Vasto e di vocazione medica per Lanciano. E sono indice del depotenziamento del presidio lo spostamento della dialisi, le prenotazioni delle visite al Cup con anomalie da approfondire su Lanciano, la questione dei farmaci ed ora il taglio alla rianimazione, dopo quelli fatti al laboratorio analisi, dove mancano anche i reattivi, alla citologia. E poi otorino e urologia che dovevano essere aperti h24 e sono semplici ambulatori. E in questi problemi è grave l’assenza di Paolini all’assemblea dei sindaci ad Atessa sul piano di razionalizzazione che colpisce la città. Era importante», continua Marongiu, «che il nostro sindaco ci fosse per far fronte comune con i sindaci del territorio, costruire relazioni e rapporti. Paolini che è assente, silente e sempre accanto a Schael».
«Conosco i problemi dell’ospedale che vengono da lontano», replica il sindaco. «Il dg mi ha spiegato che a seguito di un esposto si doveva chiudere l’Utic non a norma. L’unica alternativa possibile per non perdere l’unità che ha numeri importanti ed è un servizio fondamentale, era sistemare i letti in rianimazione in attesa dei lavori. Si faranno i lavori in Utic? Si dovevano fare già dal 2014 e né il centrosinistra e né il centrodestra li ha fatti. Bisogna trovare 1,5 milioni e non è facile oggi. Parlerò con l’assessore Verì, chiederò un appuntamento con Marsilio, anticiperemo il consiglio comunale straordinario sulla sanità, ma al momento questo spostamento è necessario».