Ospedale unico con Vasto, spunta una nuova delibera

L’idea lanciata ai tempi dell’ex giunta di centrodestra adesso torna d’attualità Il Comune di Casalbordino approva un documento: la Regione lo realizzi da noi
LANCIANO. Un ospedale unico Lanciano-Vasto: l’idea tanto osteggiata dalle due città, lanciata ai tempi dell’ex giunta regionale di centrodestra, pare non sia stata accantonata dall’attuale giunta guidata da Marco Marsilio. E la prova sarebbe in una delibera che arriva da Casalbordino, la numero 70 del 18 giugno 2020: “Ospedale unico di costa Lanciano-Vasto, candidatura ai fini della localizzazione”. Stando al documento, si farebbe un unico dea di 1° livello tra Lanciano e Vasto. E Casalbordino si propone come zona in cui costruire il nuovo presidio. Il problema, però, come fanno notare anche il sindaco Mario Pupillo, i consiglieri regionali Silvio Paolucci (Pd) e Francesco Taglieri (M5s) che hanno sollevato più volte la questione dei due dea di 1° livello, non è nella delibera del sindaco di Casalbordino Filippo Marinucci, ma nella candidatura della città come risposta ad una proposta della Regione che nessuno conosce. Per il sindaco di Vasto Francesco Menna, invece, la delibera non è un problema: «Invito Casalbordino», dice il primo cittadino, «a unirsi alla battaglia per avere l’ospedale di Vasto-San Salvo a Pozzitello e non riaprire discussioni: ci sono i terreni e i soldi, si può già costruire».
LA DELIBERA È nella premessa che si annidano i dubbi. È scritto infatti: «La Regione Abruzzo ha formulato una proposta per la realizzazione di un ospedale unico di costa Lanciano-Vasto da ubicarsi nei territori costieri di tali ambiti». E sulla base di questa premessa l’amministrazione, «nel condividere ampiamente tale iniziativa», propone la realizzazione dell’ospedale nell’area «strategicamente ottimale di Santo Stefano, a ridosso della statale 16, della costruenda strada provinciale per Villalfonsina e della stazione».
I SINDACI «La candidatura è di risposta a una richiesta della Regione», nota Pupillo, «ma quando e dove la Regione ha fatto la proposta di un ospedale unico della costa? Vorrei spiegazioni che in realtà chiediamo da tempo visto il depotenziamento del Renzetti, che è senza fine. Adesso sembra infatti che il nostro primario ortopedico, Enrico Marvi, debba andare ad operare ad Ortona, appena presentato come ospedale di base». Pupillo poi ricorda che la città ha deciso da anni il luogo per il nuovo ospedale – l’area attuale – ha il progetto e lo ha ribadito alla Regione con una mozione fatta a giugno dal consiglio comunale. Nessun problema invece per il sindaco di Vasto, Menna, che quasi «non considera» la delibera e invita Casalbordino a unire le forze per creare l’ospedale di Vasto- San Salvo a Pozzittello. «Da 20 anni ci sono i terreni per il nuovo ospedale», dice Menna, «l’iter burocratico è concluso e i soldi ci sono, non bisogna perdere tempo e ripartire con le discussioni. L’ospedale di Vasto- San Salvo servirà non solo tutto il vastese, Casalbordino compreso, ma anche il Molise e l’alta Puglia. Partano i lavori: Regione e Asl non hanno scuse».
I CONSIGLIERI «È ora che la Regione esca allo scoperto», commenta Paolucci, «sono passati due anni e alle interrogazioni e mozioni presentate sul Renzetti e il San Pio la Verì ha sempre risposto con rassicurazioni generiche. Si lavora sottotraccia? Il piano della rete ospedaliera presentato al ministero quando ero assessore, che prevede Lanciano e Vasto come due ospedali distinti dea di 1° livello visti i territori che abbracciano, non ha ricevuto bocciature: perché cambiarlo?». Aggiunge il consigliere Taglieri: «Un ospedale unico è impensabile, allarga distanze già abissali e poi comprenderà oltre 300mila abitanti. Perché non unire invece Chieti e Pescara che distano 15 chilometri?».

