«Ospedale, università e turismo per ripartire»

16 Settembre 2020

CHIETI. Fabrizio Di Stefano, 55 anni, titolare di una farmacia a Tollo e gestore della Casina dei Tigli alla Villa comunale, un curriculum politico da consigliere comunale di Chieti fino al...

CHIETI. Fabrizio Di Stefano, 55 anni, titolare di una farmacia a Tollo e gestore della Casina dei Tigli alla Villa comunale, un curriculum politico da consigliere comunale di Chieti fino al Parlamento, è il candidato sindaco del centrodestra. Esponente della Lega è sostenuto da altre 5 liste: Fratelli d’Italia, Udc, Ideabruzzo, Giustizia Sociale e Popolo della Famiglia-Cambiamo Chieti. La sua campagna elettorale si è aperta in anticipo: il 20 dicembre del 2019 quando, dal palco del Supercinema, Matteo Salvini in persona l’ha indicato come candidato della coalizione spiazzando gli alleati e provocando la rottura con Forza Italia di Mauro Febbo. Lo stesso Salvini che, per lui, è tornato 4 volte in città in una manciata di mesi.
Il programma di Di Stefano è lungo 44 pagine e si apre con questo incipit: «Chieti: la casa comune, le sue fondamenta e le sfide da vincere». «Chieti è una città plurimillenaria», dice, «forti di questa tradizione ed eredità che la storia ci ha lasciato, dobbiamo pensare a una città che sappia coniugare la propria tradizione identitaria con la modernità. E su questo pianificare il futuro della Chieti post-Covid». Secondo Di Stefano, «dobbiamo puntare sulla possibilità di intercettare risorse comunitarie per sostenere gli asset di sviluppo e di rilancio della città». E ancora: «Se i fondi comunitari sono lo strumento, gli asset di crescita sono il binomio università-ospedale e l’utilizzo fecondo del patrimonio socio-culturale in termini turistici». Sono questi i «pilastri» del programma di Di Stefano. L’ex parlamentare promette un «cambio di marcia» rispetto al passato – tra i suoi slogan c’è “la novità dell’esperienza” – e fornisce anche un dato: un nuovo rapporto tra Comune e ospedale e università «può portare a variare il Pil di Chieti di 5-6 punti percentuale».
Sul turismo culturale, Di Stefano assicura una svolta «utilizzando canali di finanziamento comunitari, elaborando progetti, attraverso una crescente sinergia con la Soprintendenza e le istituzioni». Intorno a questi due capisaldi, dice Di Stefano, «ruoterà un programma di governo che non trascura nulla: infrastrutture, opere pubbliche, mobilità, parcheggi, nuove opportunità di lavoro, assistenza agli anziani, cura educativa dei più giovani, attenzione verso chi è meno fortunato, decoro urbano, verde pubblico, recupero aree industriali». Di Stefano conclude così: «L’obiettivo è ambizioso e per questo non facile da conseguire: per raggiungerlo occorreranno competenza, esperienza ed entusiasmo, che sono proprio le qualità che io posso mettere al servizio di Chieti». (p.l.)