Ospitalità diffusa, rispondono 20 operatori e 35 privati

SAN VITO. Accogliere ma anche far conoscere le peculiarità del territorio. Sono assieme operatori turistici e semplici cittadini che mettono a disposizione seconde case, stanze della propria...
SAN VITO. Accogliere ma anche far conoscere le peculiarità del territorio. Sono assieme operatori turistici e semplici cittadini che mettono a disposizione seconde case, stanze della propria abitazione, casalinghe che preparano e fanno conoscere piatti tipici locali, giovani disposti a guidare i turisti negli itinerari turistico-culturali. Nessuna nuova costruzione. E’ l’ospitalità diffusa, il progetto creato dall’amministrazione Catenaro su iniziativa del Gac costa dei trabocchi, condivisa dalla camera di commercio di Chieti, per imprimere una svolta importante all'economia sanvitese. Un nuovo modello di ricettività turistica, di fornitura di servizi per i turisti che ha fatto passi in avanti attirando l’attenzione della Regione. «Contiamo di passare dal progetto alla pratica la prossima estate», ha detto il sindaco Rocco Catenaro in un incontro sul tema fatto nei giorni scorsi, «al bando di interesse hanno risposto 20 operatori, 35 privati cittadini che mettono a disposizione case e servizi e altre richieste sono in arrivo». «Il progetto attira perché si rivolge sia a chi già esercita attività alberghiera, ma anche a chi vuole affittare le proprie case, a chi cerca nuovi sbocchi lavorativi, a chi ha qualche camera spesso inutilizzata e vuole farne fonte di reddito. Ma la peculiarità del progetto, pilota in Regione perché può essere esteso su tutta la costa, è quella di non “fermarsi” all’accoglienza pura e semplice, ma di far conoscere al turista anche le peculiarità della zona. Ora passeremo alla seconda fase: creare la rete, formare una cooperativa di comunità che gestisca le “strutture”, i servizi, anche on line. Almeno 7 /8 persone del paese che hanno messo a disposizione case, esperti, che creano un sistema che si occuperà della distribuzione stagionale dei turisti. L’obiettivo è di arrivare in estate con un piano utilizzabile». (t.d.r.)

