Pacchi cena per le famiglie La festa della solidarietà

30 Dicembre 2021

La Capanna di Betlemme si mobilita per aiutare i senzatetto e i nuovi poveri Fortunato: «Ultimo dell’anno sotto il segno della prossimità, no alla solitudine»

CHIETI. Alla Capanna di Betlemme è tutto pronto per la festa della solidarietà dell’ultimo dell’anno. Tra i problemi dei veglioni bloccati causa Covid e i preparativi di un Capodanno in tono minore, c’è anche chi pensa a stare vicino agli ultimi, salutando l’arrivo del nuovo anno insieme a chi non ha nessuno, a chi non sa come arrivare a fine mese, a chi si sente solo e svuotato e non ha più voglia di vivere. Al centro d’accoglienza gestito dalla comunità Papa Giovanni XXIII e diretto da Luca Fortunato fervono i preparativi. Oltre alla cena offerta agli ospiti del centro, ci sono 100 pacchi con il cenone di Capodanno: verranno distribuiti ai senzatetto e portati alle famiglie più povere della città. Fanno parte della serie di iniziative ideate per le feste natalizie, chiamate “Voglio stare con te”, a significare la volontà di non lasciare indietro nessuno, di esserci per tutti, anche per chi ha più problemi.
La serata di domani parte alle 18 con l’Unità di strada dei volontari della Capanna che porterà conforto ai senzatetto delle province di Chieti e di Pescara. Otto volontari raggiungeranno coloro che vivono per strada, li inviteranno alla cena nella sede del centro d’accoglienza alla Civitella e a chi non vorrà andare, verrà lasciato un pacco con il cenone, completo di posate e tovaglietta. Come già avvenuto a Natale, inoltre i pacchi verranno portati anche alle famiglie teatine in difficoltà. Verranno distribuiti da un gruppo di volontari della Capanna, insieme ai volontari dell’associazione Cisom, coordinata da Amedeo Boffa. Alle 19.45, nella chiesa del centro d’accoglienza, ci sarà invece la santa messa e, a seguire, verrà offerta la cena alla sessantina di ospiti, tutto seguendo il massimo rispetto delle regole anti-contagio. Si entra solo con il Green pass, chi non ne è in possesso avrà la cena consegnata a casa. «La nostra iniziativa si rivolge a tutti», dice Fortunato, «giovani, adulti, anziani, senza dimora, persone rimaste sole. Noi della Capanna di Betlemme vogliamo finire quest’anno all’insegna della prossimità e non della solitudine, all’insegna della festa dell’amicizia, dello sballo di una vita piena di relazioni e non di una solitudine interiore che porta allo sbando. Sul territorio vediamo la povertà avanzare sempre di più. Ma oltre quella economica e sociale, sta prendendo piede un tipo diverso di povertà: è quella dovuta a problemi di salute mentale. Colpisce tutti, dai giovani e giovanissimi agli adulti. Attraverso il lavoro di prossimità che facciamo, ci accorgiamo che c’è proprio una specie di bomba che sta per scoppiare. Un fenomeno, tra l’altro, per cui non ci sono precauzioni, visto che non ci sono risorse o strategie innovative per arginarlo. Depressione, patologie psichiatriche che scoppiano, atteggiamenti antisociali: da un anno a questa parte», conclude Fortunato, «abbiamo purtroppo registrato che questi fenomeni sono in preoccupante aumento».
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