Padre e figlio violenti, modificate le accuse

27 Luglio 2022

Lite in officina e sul Corso: i due non devono rispondere di tentata rapina ma di lesioni e minacce

LANCIANO. Da tentata rapina è stata derubricata in lesioni e minacce aggravate l'accusa per padre e figlio minorenne di Lanciano, arrestati sabato pomeriggio in flagranza di reato dalla polizia. Per G.G., rom 40enne, il Gip del tribunale di Lanciano ha convalidato l'arresto e applicato la misura cautelare dei domiciliari. Si tiene oggi all'Aquila, invece, l'udienza di convalida per il diciassettenne.
G.G., assistito dall'avvocato Vincenzo Menicucci, è comparso ieri mattina in tribunale. Il 40enne, che dopo l'arresto è stato posto ai domiciliari, ha risposto alle domande del gip Maria Rosaria Boncompagni, fornendo la propria versione di quanto successo nell'autofficina in contrada Santa Maria dei Mesi. Secondo la ricostruzione della polizia, i due avrebbero preteso prima la benzina e poi un quad dal titolare dell'attività, P.C., e dal fratello. Al rifiuto di questi, avrebbero risposto malmenandoli. I due hanno avuto 20 e 10 giorni di prognosi. «Il mio assistito ha riferito al giudice», spiega l'avvocato Menicucci, «che una ventina di giorni prima il figlio diciassettenne e un fratello si erano rivolti all'officina per effettuare una saldatura su una moto sportiva. Ma pare siano stati cacciati con l'invito a rivolgersi altrove. Così sabato, tornando a casa, il diciassettenne ha raccontato l'episodio al genitore e i due si sono fermati all'officina per chiedere spiegazioni».
Qui pare siano volate parole grosse e il diciassettenne, andato in escandescenza, ha colpito il titolare e il fratello. «Ma dall'altra parte non si sono limitati a subire», riferisce ancora il legale di G.G., «tanto che il ragazzo è stato refertato in pronto soccorso per una frattura al metacarpo della mano sinistra, per la quale ha avuto 30 giorni di prognosi. Il padre è intervenuto per dare manforte al figlio e ha riportato anch'egli escoriazioni alla fronte e al ginocchio. Riguardo alle minacce, G.G. avrebbe detto: “Vi metto fuoco al locale, domani mi prendo il quad”. L'accusa di tentata rapina quindi non regge, tanto che la Procura ha derubricato il reato». Dopo aver convalidato l'arresto, su richiesta del pm Mirvana Di Serio, il Gip ha applicato al 40enne la misura degli arresti domiciliari. (s.so.)
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