Padre Lorenzo, addio e applausi: «È stato un esempio per tutti noi»

24 Dicembre 2022

Chiesa di Mater Domini gremita per l’ultimo saluto al sacerdote nato a pochi passi dal luogo di culto «La sua vita e la sua parola ci ricordano che bisogna vivere la vita sotto la luce del giudizio di Dio»

CHIETI. La città ha dato l’ultimo saluto a padre Lorenzo Polidoro nella chiesa di Santa Maria di Mater Domini, la parrocchia teatina in cui è stato per 27 anni, 18 dei quali come parroco. Quella di ieri era una chiesa gremita di fedeli: molti hanno atteso anche fuori pur di salutare il frate e sacerdote «dalla lunga barba bianca e dal cuore buono». Lo ricorda così l’arcivescovo della diocesi di Chieti-Vasto, monsignor Bruno Forte, durante il rito funebre. Tanti i mazzi di fiori che hanno ricoperto la bara posta a terra di fronte la Natività. Sono stati tanti i fedeli che l’altro ieri erano passati in chiesa per salutare il frate teatino che ha segnato la vita di molte generazioni e che ha saputo consigliare e aiutare chiunque avesse bisogno.
Durante il rito è stata scelta la lettura della nascita di Giovanni Battista, presa dal vangelo di Luca, perché, spiega Forte all’inizio dell’omelia, «parla in maniera molto bella di padre Lorenzo». Un frate che è stato per molti un esempio, «una presenza di un testimone», ha sottolineato Forte, «che ricordava con la sua vita, la sua parola, accoglienza, capacità di ascolto; con la sua dolcezza e fermezza, il primato di Dio e la necessità di vivere la nostra vita sotto la luce del giudizio di Dio».
Nato a pochi passi dalla chiesa di Mater Domini, nel 1958 ha lasciato il nome di Giustino Polidoro e ha scelto di diventare per tutti frate Lorenzo. «Anche il suo nome di battesimo è un segno inequivocabile del profondo legame che aveva con la città e con il patrono», ha ricordato il vescovo. Tanti gli applausi durante la funzione: il primo dopo che l’arcivescovo ha fatto riferimento all'ordine dei frati e a quello che potrebbe accadere con la scomparsa del cappuccino: «Che la morte di padre Lorenzo non significhi la scomparsa dei frati a Chieti». E poi, il ricordo di Forte ai frati cappuccini dal convento di Guardiagrele: «dopo 450 anni sono andati via e mi auguro che questo non accada di nuovo».
Al fianco dell'altare il gruppo scout della chiesa e i cappuccini del convento di Mater Domini che non hanno nascosto l'emozione nel dare l'ultimo saluto al frate che molti per anni è stato a loro fianco. «Stamattina mi sono svegliato e ho sentito forte la sua assenza», ha detto padre Raffaele, suo successore alla guida della chiesa teatina. Anche padre Matteo Siro, ministro provinciale dell’ordine dei frati minori cappuccini, commosso, sale sull'ambone e ringrazia i presenti e chi in questi giorni ha dimostrato affetto. «Abbiamo ricevuto molto sostegno», ha detto. Un grande applauso anche al termine dell’intervento di Gemma Sciarretta, presidente del consiglio comunale di Lanciano, che ha ricordato tutti i momenti e le opere importanti che padre Lorenzo ha fatto per la chiesa di San Pietro apostolo, nella città frentana, comunità guidata per 30 anni. E sulle note del Miserere di Selecchy, diretto dal maestro Loris Medoro, padre Lorenzo esce dalla chiesa che ha amato e aiutato per lunghi anni. Molti i fedeli che si sono avvicinati alla bara per un ultimo saluto, tra questi non nasconde l’emozione anche Diego Ferrara, sindaco di Chieti. E un lungo applauso saluta il frate cappuccino che è stato e resterà esempio di spiritualità e devozione verso il prossimo.
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