Paga orologi di marca con assegno “cabrio”

5 Marzo 2017

La vittima è un gioiellere, truffato per 15mila euro col vecchio trucco della finta telefonata in banca

VASTO. Un assegno da 15mila euro che sembrava autentico, per acquistare uno stock di orologi delle grandi marche, poi una telefonata alla banca che l’aveva emesso per avere in pochi istanti la conferma che era tutto regolare. Antonio Giorgetti titolare dell’omonima elegante orologeria in via Cavour nel centro cittadino, è stato raggirato così da un abile truffatore campano arrivato davanti al negozio in taxi. "«Sono furioso perché avevo intuito che quel cliente potesse essere un truffatore, e ho invitato più volte la banca a fare adeguati controlli. Non sono bastati», è il rammarico del commerciante che ha denunciato la truffa ai carabinieri e confida nella videosorveglianza per poter identificare l’uomo che gli ha portato via 15mila euro. La rapidità con la quale la banca del compratore ha risposto assicurando che non c’erano problemi non ha insospettito affatto l’istituto vastese, al contrario lo ha convinto della serietà dell’acquirente. E ora Giorgetti non si dà pace. «Quando ho ricevuto l’assegno da quello sconosciuto da un primo controllo sembrava tutto in regola, ma ho preferito raggiungere con lui la banca per chiedere di verificare se effettivamente l’assegno fosse coperto. Il bancario ha chiamato la banca che lo aveva emesso. Ha risposto un suo collega (ovviamente finto) che gli ha detto quasi subito che era tutto in regola. Eppure per assurdo a me erano rimasti dei dubbi. La conferma del fatto che i miei dubbi fossero fondati è arrivata quando ho controllato il conto ed ho visto che non era arrivato nulla. Sono tornato in banca, la banca ha ripetuto la telefonata di verifica e questa volta la banca vera ha detto che non sapeva nulla dei 15mila euro: l’assegno non esisteva e nessuno li aveva mai chiamati prima per avere garanzie su quel circolare. È evidente che il finto cliente che si è presentato per acquistare gli orologi avesse dei complici in grado di agire sulla centralina telefonica più vicina alla banca, deviando su un’altra linea tutte le telefonate in arrivo dal prefisso 0873. A rispondere alla mia banca non è stato un bancario, ma un complice del truffatore». Sulla vicenda sono in corso indagini e grazie alle telecamere i carabinieri stanno cercando di risalire al “furbacchione”.

Paola Calvano