Paglieta, licenziata la vigilessa che ha copiato al concorso

Approvata ieri la delibera della giunta comunale che recepisce le sentenze di Tar e Consiglio di Stato e fissa al 1° giugno l'ultimo giorno di lavoro della donna. Contratto pronto per il terzo classificato
PAGLIETA. Il Comune di Paglieta ha licenziato la vigilessa assunta dopo aver copiato al concorso bandito per l'assunzione di due agenti di polizia municipale. La decisione è stata presa dal sindaco Nicola Scaricaciottoli a seguito delle sentenze di Tar e Consiglio di Stato che avevano annullato la posizione della candidata prima classificata tra 243 aspiranti da tutta Italia. La decisione del Comune è diventata ufficiale ieri pomeriggio, dopo la pubblicazione della delibera di giunta. Al posto della licenziata subentra adesso il terzo classificato, che aveva presentato ricorso ai giudici amministrativi e atteso due anni per avere soddisfazione.
Intanto la delibera del Comune di Paglieta specifica che il rapporto di lavoro instaurato con la vigilessa verrà interrotto a partire da lunedì prossimo, 1 giugno, mentre nel frattempo è stato già predisposto il contratto a tempo indeterminato per il candidato che già l'11 febbraio 2014 aveva avuto ragione dal Tar. Durante lo svoglimento della prova scritta del concorso nessun concorrente aveva presentato contestazioni, nè i membri della commissione si sarebbero accorti di candidati che copiavano. Ma l'alta votazione riportata dalla concorrente, prima classificata e quindi assunta nel 2012, aveva fatto scattare in uno dei partecipanti il sospetto di plagio. E il ricorso al Tar per l'annullamento della posizione in classifica della vincitrice. Per il ricorrente, infatti, l'elaborato della prima classificata "trova proprio riferimento in due articoli di dottrina, ritrovati su internet, facilmente leggibili e memorizzabili". E già il Tar, in primo grado, non ebbe dubbi: "In base ad una semplice comparazione dell'elaborato con gli articoli pubblicati sul web risulta, in modo evidente, aver copiato, con riproduzione di tali testi senza alcun valido apporto personale". Il ricorso della vigilessa fu poi respinto anche dal Consiglio di Stato. E ora il Comune l'ha licenziata.

