Pagliuca: futuro di crescita con le imprese innovative
Gli industriali di Chieti Pescara scelgono il successore di Zecca: «Servono infrastrutture» Pronto l’accordo per la presidenza della Camera di commercio: «Sarà uno di noi»
CHIETI. «Aggredire il futuro partendo dall’innovazione del pensiero attraverso le persone giuste». Si presenta così Silvano Pagliuca, da ieri presidente di Confindustria Chieti-Pescara. Prende il posto di Gennaro Zecca che ha terminato il suo mandato quadriennale alla guida degli industriali. Pagliuca, 58 anni, manager di Fastweb con un passato in Telecom e Tim, ricopre incarichi nella Confindustria da oltre 15 anni: nella scorsa gestione è stato vice presidente vicario.
Presidente, è un cambio nel solco della continuità?
«È un cambio dettato da un nuovo modo di vedere le imprese e per interagire al meglio con i megatrend internazionali: è in atto un passaggio dalla società industriale a quella digitale e serve un cambio culturale per accettare questa trasformazione. La tecnologia si può comprare e non rappresenta un problema mentre il fine di un’associazione come la nostra è fare cultura d’impresa».
Chiusa la partita per il vertice di Confindustria, resta aperta quella per la presidenza della Camera di commercio dopo le dimissioni di Mauro Angelucci: cosa accadrà?
«Siamo già al lavoro e i tempi saranno strettissimi: vogliamo trovare un nome che assicuri la più ampia condivisione possibile con le altre forze. No ai campanilismi però: puntiamo sulle persone e non ci riguardano le targhe automobilistiche. Di certo, il nuovo presidente della Camera di commercio sarà un candidato di Confindustria. La Camera di commercio è una macchina poderosa e vogliamo volare in alto nel segno dell’unione».
Qual è lo stato delle imprese a Chieti e Pescara?
«Le nostre imprese sono in sofferenza come accade non soltanto in Italia ma in Europa. C’è stata una frenata per l’export anche se il dato resta positivo ma non siamo preoccupati. In Abruzzo abbiamo una grande tradizione manifatturiera e siamo chiamati a valorizzare meglio i nostri insediamenti, a partire dal polo dell’Automotive che da solo vale il 50% del Pil regionale. Bisogna pensare alle imprese che vanno bene proprio nei momenti positivi e non quando è troppo tardi».
Quali sono i punti critici che frenano le imprese?
«L’Abruzzo ha bisogno di infrastrutture: i prodotti costruiti devono raggiungere facilmente gli altri mercati. Fa male al cuore, appena usciti dalle autostrade, trovarsi in zone con l’asfalto distrutto e l’erba alta. Mi piacerebbe, invece, vedere aree curate come un giardino di casa: non è soltanto una questione di decoro ma di approccio mentale».
Il nuovo governo regionale, con Marsilio presidente, si è insediato: siete pronti a collaborare?
«Con richieste oggettive nessuno ci potrà negare l’aiuto dovuto: possiamo tirare tutti verso un’unica direzione».
Nel Vastese, gli imprenditori invocano la Zes: è un’opportunità?
«Certamente, ma la zonizzazione deve essere rivista: non può essere una concessione a pioggia ma vanno incluse solo le aree portuali e industriali già pronte e attrezzate, come Ortona e Vasto-San Salvo».
Quale sarà il futuro delle imprese locali?
«I nostri piani poggiano sull’innovazione. E poi dobbiamo trattenere i giovani come linfa nuova per le industrie, combattere la gerontocrazia e la pubblica amministrazione che usa ancora carta e calamaio. E poi premerò per un tavolo per recuperare i crediti che le imprese vantano dalla pubblica amministrazione».

