Pala Colle dell’Ara in abbandono: niente vaccini e regna il degrado

Muri imbrattati, tendoni distrutti e vegetazione incolta: ora il palasport è diventato preda degli incivili La struttura è gestita dalla Asl: un mese fa l’annuncio della riapertura, poi l’improvviso passo indietro
CHIETI. Il silenzio intorno al Pala Colle dell’Ara è rotto solo dalle voci degli studenti universitari, che intorno all’ora di pranzo attraversano a gruppetti il parcheggio semi-deserto. Per il resto, intorno all’edificio imponente che sovrasta il campo sportivo Celdit, fa rumore solo il degrado.
Transenne scaraventate a terra, i veli dei tendoni, che prima riparavano dalla pioggia i teatini in fila per il vaccino, ora appaiono squarciati. I muri sono diventati in breve tempo facile preda dei vandali. L’insegna dell’ingresso, sbiadita dal tempo e dall’abbandono, è a malapena leggibile. Girando l’angolo, la vegetazione alta lambisce le mura del simbolo della lotta al Covid in città, almeno fino a qualche mese fa.
GLI ANNUNCI RITIRATI
La Asl di Chieti aveva cerchiato in rosso la data del 20 settembre scorso: era quello il giorno in cui il Pala Colle dell’Ara avrebbe dovuto riaprire i battenti per la campagna vaccinale, a più di tre mesi di distanza dall’ultima volta. Un annuncio a cui, pochi giorni dopo, ha fatto seguito una frettolosa retromarcia: il numero di vaccini, in città, era ancora troppo basso per riaprire il palasport e giustificare una spesa organizzativa ed economica così imponente. Per l’azienda, in questa fase di magra della campagna anti Covid, è sufficiente tenere aperto l’ambulatorio vaccinale in via Valignani, al vecchio ospedale Santissima Annunziata, per quattro giorni a settimana. Ma nel frattempo il Pala Colle dell’Ara resta sospeso in un limbo, preda dell’incuria e delle polemiche.
LA POLEMICA
In estate il Comune e la Asl avevano rinnovato l’accordo per la gestione del palasport, che dovrebbe in mano all’azienda sanitaria fino a giugno 2023. «In quella fase», fa sapere l’assessore allo Sport Manuel Pantalone, «era stata riconosciuta dall’azienda la necessità di non abbassare la guardia nella lotta alla pandemia e nella distribuzione dei vaccini. È questo il motivo che ci ha spinto a trovare un nuovo accordo con la Asl e che ha spinto soprattutto i vertici dell’azienda a sottoscriverlo». Ma lo stato di evidente abbandono della struttura (“sottratta”, secondo alcuni, alle società sportive) ha suscitato critiche accese e ripetute da parte dei consiglieri di opposizione. Al momento, però, la palla è nelle mani della Asl. «Nell’accordo stipulato», prosegue Pantalone, «c’è una clausola che ci consente di rescindere dal contratto in qualunque momento, qualora venga ritenuto (insieme alla Asl, ndr) che il Pala Colle dell’Ara non sia più utile per la lotta alla pandemia». La finestra limite è il 31 dicembre: il Comune sta monitorando la situazione e prende atto dello stato di incuria in cui si trova la struttura. Sullo sfondo, però, la giunta tiene pronti i lavori di riqualificazione: «Ovviamente ci auguriamo che il palazzetto torni presto un punto di riferimento per lo sport», conclude Pantalone, «e abbiamo già pronto un piano di riqualificazione da 1,5 milioni di euro grazie ai fondi del Pnrr». Il progetto prevede due interventi: al palazzetto dello sport di Colle dell’Ara per 500mila euro e al campo da baseball vicino allo stadio Angelini per 1 milione di euro. «Un piano che comprende anche lavori di efficientamento energetico per il palasport», conclude Pantalone, «e che renderebbe possibile una futura gestione diretta della struttura da parte del Comune».

