Palatricalle, applausi a 170 alunni

Saggio di fine anno per il progetto del Coni con Di Masso coach d’eccezione
CHIETI. Lo sport per unire, per socializzare e per crescere bene. Uno slogan trasformato in una grande festa alla quale hanno partecipato 170 bambini della scuola elementare del Tricalle. l’Istituto comprensivo nunero 2, diretto da Doralice De Nobili, è stato scelto dal Coni per promuovere, insieme con l’associazione Magic basket, il progetto di educazione motoria che avrà una valenza triennale. Ieri mattina il Palatricalle si è riempito di voci festanti che si sono rincorse in diversi esercizi di abilità motoria. «I bimbi» spiega la responsabile di plesso Maria Grazia Cavagna «non sono più abituati a giocare nei cortili o negli oratori. Passano molto tempo al computer o alla televisione esercitando poco il corpo al movimento e quindi anche alla coordinazione degli arti. Questo progetto ha proprio lo scopo di educare i più piccoli a muoversi bene, in modo corretto riscoprendo anche giochi «antichi» che aiutano ad acquisire le abilità motorie di base». Al Palatricalle anche i genitori degli allievi che frequentano dalla prima alla quinta classe. «Una giornata di festa per tutti, anche per le insegnanti che hanno seguito quotidianamente le lezioni pratiche tenute da Cesidio Di Masso, allenatore dell’associazione Magic basket» puntualizza Cavagna.Gli scolari della scuola di via per Francavilla hanno iniziato il loro saggio alle 8,30, dopo qualche ora una sostanziosa merenda per poi riprendere le attività.
«Abbiamo visto i bambini impegnati in giochi come il salto della corda» riprende la responsabile di plesso «e non è stato facile insegnare loro a coordinare i movimenti. Stesso discorso per il gioco del fazzoletto dove oltre alla capacità motoria, allo spirito di squadra entra in azione anche la velocità». La giornata al Palatricalle si è conclusa con un gioco «ever green», la datata e ormai passata di moda «palla prigioniera». «Lo sport è importante non solo per crescere bene, ma anche per insegnare ai bambini che a socializzare, a essere corretti e generosi» conclude Cavagna «valori che dovrebbero essere riscoperti anche da molti adulti».
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