Palazzi pericolanti, via all’abbattimento

In partenza le demolizioni: il condominio Trinchese ha una inclinazione di 60 centimetri, troppe crepe sul Panoramico
CHIETI. Cadono pezzi di intonaco dal condominio Panoramico a Santa Maria. Tre giorni fa sono precipitati in mezzo alla strada, su via Fontevecchia. La strada è già stata chiusa al transito un anno fa con la sola eccezione dei residenti, ma ora è stata sbarrata con le transenne proprio nel tratto del Panoramico, che presenta crepe sempre più visibili. Accanto al Panoramico c’è il condominio Trinchese sul quale pende un’ordinanza di abbattimento dopo quella di sgombero, entrambe della precedente amministrazione. Per il Panoramico non c’è stato bisogno di alcuna ordinanza: gli inquilini sono andati via da tempo.
GLI ABBATTIMENTI. Dopo tentennamenti e dubbi, ora tutti vogliono abbattere e ricostruire i due palazzi: per il Panoramico, però, il progetto è di intervenire solo su metà costruzione, la parte più ammalorata. Si attende solo il via libera del Comune, che dovrebbe arrivare a breve, a giudicare dalle due determine appena firmate che autorizzano il movimento terra per le operazioni di abbattimento e ricostruzione del Trinchese e di metà Panoramico. Determine che anticipano i permessi a costruire. Con l’accordo di tutti, pubblico e proprietari privati, tempo qualche mese e dei due palazzi che fanno paura a Santa Maria non rimarrà più nulla. Inoltre, grazie ai bonus statali, gli sfortunati proprietari non dovranno pagare nulla, o quasi, di tasca propria.
TRINCHESE Nove piani, un fuori piombo di oltre 60 centimetri che lo fa pendere da un lato, il palazzo di via Don Minzoni 5 è stato oggetto di un’ordinanza comunale di sgombero nel 2017 e di una di abbattimento il 31 dicembre 2018, reiterata il 5 novembre scorso. Contro l’ordinanza del Comune, 15 dei 27 inquilini hanno fatto ricorso al Tar che però lo ha dichiarato inammissibile. C’è stato anche un secondo ricorso al Consiglio di Stato che non si è ancora espresso nel merito. «Ma ormai è cessata la materia del contendere», dice il progettista Giampiero Di Primio, «perché tutti sono d’accordo nell’abbattimento e nella ricostruzione sul posto del palazzo. Il progetto è depositato e dunque la volontà è esplicita». Il condominio amministrato da Marco Bonifacio sta vagliando ora le offerte di diversi istituti di credito a cui cedere i crediti di imposta assicurati dai benefici fiscali come il superbonus 110% o anche altri bonus utilizzabili. Sono state già anticipate somme per le prime incombenze economiche, somme che potrebbero anche essere ristorate, almeno in parte, nel prosieguo dei lavori.
PANORAMICO Il condominio di via Laurentiis 13 è anche più grande del Trinchese che gli sta proprio a fianco. Amministrato da Giuseppe Capone, il palazzo è vuoto da tempo. La paura ha fatto più delle ordinanze comunali. Ma non tutto è da abbattere: il palazzo è costruito su due tronconi, quello che dà su via Arenazze non sembra presentare problemi gravi, al contrario del pezzo che affaccia verso il Trinchese, pieno di crepe che fanno pensare a un movimento del terreno. Secondo studi geologici privati, quel pezzo poggia su un tipo di terreno diverso da quello a fianco e meno stabile. È questa la parte che va abbattuta e ricostruita. E anche in fretta a giudicare dalle grosse crepe sui muri e dai pezzi staccati. Due giorni fa c’è stata un’assemblea condominiale che ha individuato la banca cui affidarsi per portare a termine le operazioni.
IL PROGETTISTA Sia per il Trinchese che per il Panoramico il progetto è in mano all'ingegner Di Primio, lo stesso che si è occupato del consolidamento del dissesto idrogeologico di piazza Venturi e via Modesto della Porta, e dell’adeguamento sismico delle scuole del Tricalle e Cesarii, oltre che di edifici aquilani nel post-terremoto. Ma a cosa serve ricostruire i palazzi se il terreno sta franando verso valle? Alla domanda Di Primio risponde così: «Il Comune ha posto il nostro progetto al vaglio della commissione idrogeologica, che ha fatto studi precisi su questa area, e ha approvato tutto. Stessa conclusione a cui sono giunti i nostri studi: abbiamo usato anche inclinometri che hanno attestato che non ci sono movimenti del terreno. Almeno le specifiche aree di cui ci stiamo occupando su questo versante della collina non si stanno muovendo». E dunque si può ricostruire, ovviamente con modalità che assicurino maggiore stabilità e sicurezza agli edifici.
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