Palazzina Ater a rischio crollo, via al progetto per la sicurezza

Piano per puntellare l’edificio: così le famiglie potrebbero rientrare per recuperare gli effetti personali Il presidente Antonio Tavani: «Sistemati anche gli inquilini degli altri due immobili, ora le verifiche»
ORTONA. «Oggi (ieri per chi legge, ndr) approveremo il progetto per la messa in sicurezza della palazzina al civico 27 di piazza 28 Dicembre». L’annuncio è arrivato ieri mattina dal presidente dell’Ater Chieti, Antonio Tavani, che fa il punto sull’emergenza abitativa dopo i problemi che si sono verificati a Fontegrande e che hanno interessato complessivamente 24 famiglie. Con il via libera al progetto si compie un passo in avanti per il possibile puntellamento dell’edificio al civico 27, al fine di permettere il rientro nelle abitazioni ma solo per il ritiro degli effetti personali. Le otto famiglie evacuate dopo il cedimento strutturale di due pilastri hanno lasciato tutto dentro le proprie case, senza possibilità finora di rientrarvi. Troppo delicata la situazione della palazzina per pensare di mettere piede all’interno della struttura che, per di più, rimane al momento sotto sequestro. All’approvazione del progetto deve seguire ora l’invio della documentazione agli organi giudiziari, affinché valutino la possibilità del dissequestro dello stabile.
Il destino del palazzo è comunque segnato perché, seppur dovesse essere messo in sicurezza per il ritiro degli effetti personali degli inquilini, si procederà in una fase successiva alla sua demolizione. I residenti sono stati sistemati ormai da qualche giorno in nuovi alloggi, tra Ortona centro e Fontegrande. La prossima settimana, invece, l’Ater dovrebbe avere nelle proprie disponibilità altre cinque case che serviranno per le famiglie delle palazzine gemelle, anche loro sgomberate per eseguire i controlli sulla sicurezza. «Non possiamo escludere che dopo l’esito degli accertamenti le ulteriori sedici famiglie interessate debbano lasciare le loro case», dice Tavani. «Alcune di loro sono state momentaneamente spostate presso amici e parenti, altre in strutture ricettive. Per le une ci facciamo carico di vitto e alloggio, per le altre riconosciamo una indennità giornaliera».
Adesso sono iniziati i controlli: «Una ditta specializzata del posto sta procedendo ad eseguire indagini strutturali e geologiche. Tutto quello che abbiamo predisposto, l’abbiamo programmato sulle tre settimane che ci hanno indicato come tempo necessario per avere una risposta definitiva rispetto alle condizioni delle due palazzine gemelle».
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