Palazzo a fuoco, patteggia 10 mesi

Chieti, un operaio di 57 anni è finito sotto accusa per l’incendio colposo del tetto
CHIETI. Dieci mesi di reclusione per l’operaio di 57 anni che ha provocato, senza volerlo, l’incendio che lo scorso 5 gennaio ha distrutto il tetto della palazzina al civico 5 di via dei Carecini, a Chieti, vicino alla chiesa di Madonna delle Grazie, costringendo all’evacuazione 14 residenti, compreso un neonato. La vicenda giudiziaria si è chiusa ieri mattina con un patteggiamento davanti al giudice Luca De Ninis. Sulla palazzina era in corso un intervento di ristrutturazione. «I lavori», ha spiegato all’epoca la ditta esecutrice, «risultavano in fase di ultimazione e il rifacimento della copertura in legno era praticamente terminata, comprese le lavorazioni di impermeabilizzazione del manto di copertura. Purtroppo in fase di esecuzione di alcuni lavori di finitura in corrispondenza di una canna fumaria, si è generato accidentalmente un incendio. Le maestranze presenti, qualificate e addestrate, hanno immediatamente cercato di estinguere le prime fiamme con l’ausilio di un estintore in dotazione, ma è risultato insufficiente a contenere completamente le fiamme, le quali si sono propagate in maniera ingestibile, probabilmente per il forte contributo del vento e del sistema di “ventilazione” della copertura». Per l’accusa, l’operaio – per colpa consistita in imperizia e negligenza – non ha evitato il contatto tra la fiamme del cannello del gas e il materiale coibentante presente al di sotto della guaina, innescando il rogo. A occuparsi delle indagini sono stati i poliziotti della squadra mobile di Chieti.

