Palazzo a rischio crollo «Subito la demolizione»

Si aggrava il dissesto dell’edificio in via Don Minzoni: pende di oltre 60 centimetri Il Comune ordina l’abbattimento. La perizia: «Potrebbe travolgere le case vicine»
CHIETI. Il palazzo che pende di oltre 60 centimetri «al momento presenta uno stato di dissesto e deterioramento tale da non escludere un potenziale crollo». E se l’edificio di 9 piani, alto 30 metri, venisse giù travolgerebbe anche le case vicine «pienamente all’interno del raggio d’azione». Deve essere demolito «immediatamente» il palazzo di via Don Minzoni 5, sgomberato da oltre un anno con 27 famiglie finite fuori casa. A disporre l’abbattimento «necessario e urgente» è un’ordinanza firmata dal sindaco Umberto Di Primio: il dissesto del condominio Trinchese si aggrava sempre di più e ora non si può perdere tempo, così dice il documento «predisposto ai fini della pubblica e privata incolumità a seguito di una relazione tecnica-valutazione della sicurezza e della vulnerabilità strutturale dell’edificio».
Ieri Di Primio ha incontrato l’amministratore del condominio, Claudio Carletta, e un gruppo di residenti: il fabbricato era stato già oggetto di una precedente ordinanza di sgombero datata 18 dicembre 2017 a seguito di un sopralluogo dei vigili del fuoco. Adesso, le indagini effettuate dai tecnici hanno scoperto che lo «stato di dissesto e deterioramento» è aumentato ed è tale da non escludere un «eventuale collasso». Una perizia dell’architetto Gabriele Fratini Serafide, incaricato dai condomini, dice che è «impossibile» mettere in sicurezza il palazzo: «Vista l’impossibilità operativa di messa in sicurezza del fabbricato, attraverso opere provvisionali date le dimensioni del fabbricato e la posizione dello stesso, si consiglia di provvedere alla tempestiva demolizione controllata del condominio».
Ma, oltre alle condizioni del palazzo, a fare paura è la frana che minaccia il versante di via Gran Sasso, via Fontevecchia e via Don Minzoni: il fabbricato da abbattere ricade in un’area che, secondo l’analisi di un ingegnere strutturale, sta scivolando verso il basso provocando crepe anche nei palazzi vicini. «Precaria situazione di stabilità del versante collinare», così dice l’analisi dell’ingegnere chiamato dai residenti di via Fontevecchia. Alla base della collina che si muove, poi, c’è il viadotto di via Gran Sasso: secondo un rapporto del Comune mandato al governo, è un’infrastruttura a rischio che avrebbe bisogno di 670mila euro di lavori di messa in sicurezza.
«Nel corso della riunione», spiega il sindaco, «l’amministratore Carletta e i condomini mi hanno comunicato che sono in corso di svolgimento le procedure per la demolizione del palazzo così da ottemperare all’ordinanza del 31 dicembre scorso. Vista la situazione delicata ho garantito ai cittadini la vicinanza del Comune e degli uffici tecnici. Stiamo monitorando la situazione», prosegue Di Primio, «e seguiremo costantemente l’iter insieme ai tecnici incaricati dal condominio. Il Comune farà di tutto per rendere meno difficile nonché meno pesante questa situazione che, involontariamente, si è abbattuta sui proprietari degli appartamenti».

