Palazzo d’Achille, altra falsa partenza?

CHIETI. Un telo scuro a coprire la facciata della sede comunale e nessun operaio al lavoro. All’indomani dell’annuncio del sindaco della ripresa delle opere di ristrutturazione di palazzo d’Achille,...
CHIETI. Un telo scuro a coprire la facciata della sede comunale e nessun operaio al lavoro. All’indomani dell’annuncio del sindaco della ripresa delle opere di ristrutturazione di palazzo d’Achille, il cantiere si è di nuovo fermato. O meglio, non è mai ripartito in concreto. Questo perché l’ente è in attesa del parere che la Sovrintendenza regionale deve esprimere in merito ad alcune prescrizioni richieste sulle lavorazioni inserite nell’appalto da 2,5 milioni di euro affidato, nel 2013, ad un’Associazione temporanea di imprese (Ati) di Lecce e Ostuni. Nel frattempo la sede del Comune di piazza San Giustino resta chiusa e senza operai. Un triste deja vu che si ripete ormai da sette anni, ovvero dal terremoto aquilano del 2009. Di conseguenza l’amministrazione comunale è costretta a sborsare 120 mila euro annui per l’affitto dello stabile di corso Marrucino di proprietà della Banca d’Italia. Lunedì sembrava la volta buona per tornare a vedere operai all’interno di palazzo d’Achille. Per stessa ammissione del sindaco, infatti, la ditta aveva iniziato tutti gli interventi propedeutici alla ripresa vera e propria dei lavori che non si concluderanno, comunque, prima del 2018. Insomma, qualcosa, seppur lentamente, sembrava iniziare a muoversi. E invece, ieri, il cantiere di piazza San Giustino è tornato ad essere silenzioso. L’Ati di Lecce e Ostuni ha provveduto a calare un telone scuro davanti alla facciata della sede storica del Comune. Eppure il sindaco era stato categorico: «La ditta» aveva detto il sindaco Di Primio «lavorerà nelle porzioni di cantiere non soggette al vincolo imposto dalla Soprintendenza».Un annuncio che, però, fino a ieri è rimasto tale con il cantiere chiuso e coperto.(j.o.)

